Creato a Novara il Corano più grande del mondo

Parlare di libri con voi lettori non deve essere una occasione solo per presentarvi le novità in ambito letterario o digitale, o raccontarvi dei libri da noi letti attraverso recensioni articolate. Ogni tanto serve parlare un po’ di colore e particolarità. E la notizia pervenutaci oggi rientra senza dubbio in quest’ultimo campo. Una casa editrice di Novara, la Deaprinting Officine Grafiche, ha dato vita al Corano più grande del mondo ed al libro religioso più costoso dell’intero globo.

Ben due motivazioni quindi per entrare nei registri del Guinness dei primati. La prima relativa alla grandezza: parliamo di un libro alto due metri e profondo 1,5 per un peso di 5 quintali.  E la seconda relativa alla sua preziosità, visto che questo testo sacro, può contare sull’utilizzo di finimenti preziosi sia in merito alla fattura che alle decorazioni con le quali è stato realizzato.

Come omaggio ben gradito, l’opera in questione è stata regalata al presidente della repubblica russa del Tatarstan, ed è formato esclusivamente da carta scozzese per ciò che riguarda l’interno del volume, mentre all’esterno è tenuto insieme da una copertina rilegata di ben 120 kg: peso in buona parte derivato dalle varie decorazioni, data la presenza di diverse gemme ed un turchese enorme proveniente dal continente indiano.

L’opera troverà luogo nella principale moschea di stato del paese e verrà scortato nello stato russo direttamente dal re dello stesso che si recherà a Novara per ritirare questo magnifico dono.

Il più famoso precedente, in tal senso, è da attribuire al dimissionario presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che nel G8 all’aquila di qualche anno fa offrì, nonostante la crisi economica in atto, a tutti i presenti una serie di libri su Antonio Canova: manufatti preziosi composti per l’occasione da una copertina in Marmo di Carrara che portarono ogni libro a pesare circa 25 kg. ognuno. Ogni libro costava circa 460mila euro, e le varie personalità finirono con il donare il volume ai musei del proprio paese.

 

 

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