Un classico da regalare, Il canto di Natale di Dickens

di Barbara Commenta

In tanti anni, mai nessuno ha pensato di regalarmi A Christmas Carol, Il canto di Natale, di Charles Dickens. Eppure è un classico molto amato. Ormai ne esistono non so quante versioni, per bambini e per adulti. Tuttavia, pochissimi di noi lo ospitano nella propria biblioteca. Forse perché pensiamo di conoscerlo bene visto che conosciamo, o pensiamo di conoscere, la storia a memoria?

Forse non sapete che Il Canto di Natale è molto più complesso di quanto pensiamo. Dickens lo aveva scritto per denunciare, come in molte altre sue opere, le piaghe dell’analfabetismo e del lavoro minorile. Pur non essendo un testo complicato o, come dire, deprimente, dati i temi, siamo abituati ad una eccessiva semplificazione del racconto.

Ad ogni modo la storia del cattivissimo Ebenezer Scrooge, che si redime dopo la visita degli spiriti del Natale passato, presente e futuro, è stata amata da generazioni di lettori e scrittori ed è disponibile in ebook gratuitamente sul sito Liberliber. Lo trovate in versione Pdf, Html, Txt, Rtf e persino in audiolibro e visto che Natale si avvicina, ecco cosa vi consiglio.

Potete creare una bella cartolina elettronica e inviare il racconto in allegato ai vostri contatti. Potete stampare il libro a casa (o in ufficio, ma senza farvi beccare dal capo) e rilegarlo con una copertina personalizzata. In tempi di crisi farete così un regalo economico, gradito e pieno di buoni sentimenti.

In ultimo, preparate un bel po’ di finger food adatto all’inverno, scaricate l’audiolibro e riunitevi con famiglia o amici per ascoltare Il Canto di Natale. Magari scoprirete una nuova tradizione da ripetere ogni anno. Buona lettura e occhio ai vostri personalissimi fantasmi.

Entrarono. Un vecchio signore in parrucca se ne stava a sedere dietro un banco; e questo era così alto, che se il signore avesse avuto due pollici di più, avrebbe dato del capo nel soffitto. Non sì tosto l’ebbe visto, Scrooge gridò quasi fuori di sé:
– Chi si vede? il vecchio Fezziwig! Dio lo benedica! È proprio lui in carne ed ossa! –
Il vecchio Fezziwig posò la penna e guardò all’orologio che già segnava le sette. Si fregò le mani; si aggiustò il largo panciotto; rise tutto quanto, da capo a piedi; e chiamò forte con una voce sonora, gioviale, abbondante:
– Ehi, costì! Ebenezer! Dick! –
Scrooge giovanotto entrò tutto svelto in compagnia dell’altro commesso.
– È desso, è Dick Wilkins! – disse Scrooge allo Spirito. – Sì davvero, eccolo lì. Mi voleva un gran bene quel Dick. Povero Dick! caro Dick!
– Ehi, dico, ragazzi! – gridò Fezziwig. – Si leva mano per stasera. Non lo sapete ch’è la vigilia di Natale? Su, chiudete le imposte! – e allegramente batteva le mani – chiudete, vi dico! uno, due, tre! –
Non si può credere come i due giovanotti si dessero attorno! Uscirono nella via con le imposte addosso, uno, due, tre – le misero a posto, quattro, cinque, sei – le sbarrarono e chiusero i catenacci, sette, otto, nove – e prima che aveste potuto contare fino a dodici, rieccoli dentro, ansanti come cavalli da corsa.

Photo Credits | perpetualplum su Flickr

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