Cinque motivi per leggere libri gialli

di Valentina Cervelli Commenta

Oggi farò un esperimento: condividerò con voi le motivazioni per le quali, me compresa che non amo molto il genere, dovremmo leggere libri gialli. Non dobbiamo sottovalutare l’importanza che questo genere può avere nello sviluppo del nostro ragionamento.

Non voglio arrivare a definire tutto nell’ambito della logica, ma se esiste un genere capace di stimolare la mente ed il pensiero complesso, è proprio questo qui. Ed è un concetto valido sia per ciò che concerne gli autori più famosi, sia per gli esordienti alle prime armi.

1) Non si sa mai cosa aspettarsi. Il bello dei libri gialli è proprio questo: non so sa mai cosa potrà accadere. Il crimine non paga, ma di certo da ampie possibilità di scelta quando si tratta di scriverne a riguardo. Inutile dire che il colpevole non è sempre il maggiordomo, anzi, quasi mai. Motivo per il quale gli scenari, tutti credibili, possono essere tantissimi.

2) Fanno spesso parte di serie di libri. Questo potrà sembrare a prima vista un dettaglio inutile. Ma se il libro è ben scritto e la storia ben sceneggiata, al lettore non dispiace affatto ritrovare un protagonista che si è tanto amato. Non stupisce quindi che molti autori scelgano di scrivere più libri con lo stesso personaggio al centro dell’attenzione. E’ una fidelizzazione letteraria in piena regola.

3) Stimola il ragionamento. Lo avevamo accennato qualche riga più su, ma è un dato di fatto: la sola curiosità di scoprire chi è il colpevole porta il lettore a leggere la storia con più attenzione, stimolandolo a far lavorare le meningi al massimo.

4) E’ il genere con il maggiore tasso di capolavori. Fate una prova: è più facile ricordare dei capolavori gialli, anche di vecchie annate, piuttosto che altre opere. Il nome di Agatha Chrstie vi dice qualcosa?

5) E’ il genere più trasposto sul piccolo e sul grande schermo. Direi che questo punto non ha nemmeno bisogno di commento. Basta accendere la televisione.

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