Bookcrossing per bambini? Si grazie

di Valentina Cervelli Commenta

 L’ebook, è vero, sta rivoluzionando il mercato letterario: le vendite salgono esponenzialmente, mentre calano quelle del libro cartaceo. Problema dettato dal costo? Forse. Ciò non toglie che il libro tradizionale sia ancora il perno centrale della cultura. Per grandi e per piccini. Ed in merito a quest’ultimi, un grande impatto potrebbe averlo il bookcrossing.

Come è risaputo, questa pratica consiste nel lasciare in un determinato punto un libro, segnando al suo interno chi lo ha preso e dove l’ha trovato, e lasciare che in questo modo lo stesso trovi diffusione capillare, attraverso uno scambio molto similare a quello che avviene nelle biblioteche, solamente (in questo caso) a titolo gratuito.

Nel nostro paese il principale punto di aggregazione dei bookcrosser è  il forum “Bookcrossing.italy” con oltre “tre milioni di libri registrati e liberati” e dotati di codice BCID (Book Crossing ID). Un modo per evitare che i libri vengano tolti dalla distribuzione. Un modo per condividerli. Questa premessa era doverosa prima di tuffarsi nel mondo dei libri per bambini. Immaginate, infatti, un simile fenomeno applicato al mondo dei volumi d’infanzia.

Non solo rappresenterebbe un modo per invogliare i bambini alla lettura, ma farebbe capire loro l’importanza della condivisione e quanto il possesso non sia “primario” per godere di un bene che può essere considerato comune. Per le nuove generazioni in crescita, bombardate da tecnologia in ogni dove, può fungere da catalizzatore verso un forma mentis ormai in disuso. In fin dei conti non si può prevedere l’andamento dell’ebook. E se il libro cartaceo pur non sparendo diventasse un prodotto di nicchia?

In tal senso è assolutamente encomiabile l’iniziativa di Baby Bazaar, il circuito di negozi per l’usato dedicato alla fascia dei più piccoli. Quest’anno è stato istituito un angolo appositamente dedicato al bookcrossing dei libri di fiabe dal nome “Girofiabe”, con il quale insegnare al bambino a prendere e contemporaneamente a dare: la cultura…è di tutti.

Photo Credit | Thinkstock

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