Biblioteca dei Girolamini: risolto il mistero dei libri perduti

di Valentina Cervelli Commenta

 Qualche tempo fa vi abbiamo parlato della biblioteca dei Girolamini, luogo tanto caro a Giovanbattista Vico. Parlavamo di un mistero, quello dei libri scomparsi. Ancor di più: trafugati dalla biblioteca in piena notte, quando l’impressione dei ladri era che nessuno se ne accorgesse. Un luogo storico di pregio, preda di sporcizia ed incuria. A settimane dall’inchiesta sono scattati degli avvisi di garanzia notevoli.

Tra i quali appare anche il nome dell’ex direttore, accusato di aver sottratto molti libri antichi e di valore. I sospetti, per molti, da tempo avrebbero dovuto gravitare su di lui. Ciò non toglie che all’atto della messa in opera dei fatti, quello che è stato scoperto ha davvero dell’incredibile. Immaginate una porta tenuta chiusa a chiave, una sorta di passaggio segreto e proibito. E sebbene la fantasia ci riporti più o meno agli scenari di un’avventura di Harry Potter, nella realtà d’ilarità ve ne è ben poco.

Dietro quella porta infatti vi è un accesso all’ala nascosta della biblioteca che da ormai tre giorni è al vaglio degli inquirenti in ogni suo minimo anfratto. Ben sette stanze, una “impilata nell’altra” contenenti migliaia di libri ed altrettanti documenti che non aspettano altro che essere catalogati. Un lavoro impegnativo, che andrà fatto il più presto possibile.  E se a livello emotivo quasi sembra di vivere in un libro di Dan Brown, la realtà racconta ben altro: ovvero un susseguirsi di continue sottrazioni alla biblioteca di importanti e preziosi volumi.

Si parla di antiche edizioni di opere conosciute, ma anche opuscoli religiosi e letterari del seicento e del settecento. Insomma, materiale di vero pregio, opportunamente occultato sia fisicamente che a livello segretariale, attraverso la sparizione delle schede che li riguardavano. Un fatto gravissimo non solo a livello penale ma nei confronti della fame di cultura del popolo italiano che già restio alla lettura, rischiava di vedere andar perdute delle vere e proprie opere d’arte.

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