Apple a processo nel 2013 per cartello sugli ebook

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apple processo 2013 cartello ebookLa Apple sotto processo nel 2013 per via degli ebook. Incominciano ad arrivare vere e proprie scadenze sullo scandalo del cartello sul prezzo dei libri digitali presumibilmente impiantato da Steve Jobs e dall’azienda di Cupertino per tenere il più alto possibile il costo dei libri elettronici.  E con lei, in tribunale, vi saranno la Macmillian e la Penguin.

Lo ha deciso il giudice distrettuale statunitense Denise Cote, che attualmente si occupa delle cause relative presentate a New York. La prima udenza avrà luogo il prossimo 3 giugno 2013.  Da questo momento le parti chiamate in causa avranno un anno di tempo per trovare un accordo con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ed evitare il processo in tribunale.  Al momento, va però sottolineato, questa possibilità non sembra rientrare nelle corde delle case editrici coinvolti e dell’azienda americana.

All’inizio dello scandalo erano cinque le case editrici coinvolte dall’Antitrust nella “causa”: la HarperCollins Publishers, la Simon & Schuster e l’Hachette Book Group, hanno però deciso di accettare le richieste fatte dal governo statunitense ed hanno così evitato una battaglia legale che non solo si sarebbe potuta protrarre a lungo ma contemporaneamente far perdere loro denaro e consensi. Atteggiamento per nulla condiviso dalla Macmillan e dalla Penguin, decise a combattere al fianco della Apple.

Ad aprile, l’avvocato della mela morsicata Daniel Floyd aveva sottolineato che l’intento dell’azienda non era quello di creare un cartello di prezzi elevato per i consumatori ma di scongiurare il monopolio di Amazon a causa di costi estremamente concorrenziali.  Un discorso che potrebbe essere comprensibile da parte di aziende di tale calibro, ma di certo inaccettabile per l’eventuale compratore che ha visto grazie a questo “giochetto” delle parti lievitare il costo degli ebook in maniera sostanziale.

Solo il tempo con molta probabilità sarà in grado di farci capire come andranno a finire le cose. Anche se la situazione non volge propriamente a favore di Cupertino: oltre Porto Rico anche altri quindici stati hanno presentato causa contro di essa.

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