Adriano Sofri torna libero. E pubblica “La notte che Pinelli…”

di Valentina Cervelli 2

 

Adriano Sofri è un uomo libero. Sebbene abbia sempre rigettato il ruolo di terrorista nel corso degli “anni di piombo”, il giornalista e scrittore ha appena finito di scontare una condanna a 22 anni di reclusione  per essere stato ritenuto il mandante dell’attentato al Commissario Calabresi.  In concomitanza con la libertà è uscito il suo libro “La notte che Pinelli…”, nel quale racconta di quel periodo buio per la società italiana.

In questa sua opera gli anni di piombo sono i protagonisti ed in particolare si raccontano tutte le vicende sociali e politiche succedutesi dopo l’attentato sopracitato. Per quello stesso  attentato, Adriano Sofri venne condannato insieme ad Ovidio Bompressi, Giorgio Pietrostefani e Leonardo Marino. Nel volume lo scrittore tende a rigettare quelle che sono le responsabilità a lui addotte, spiegando di essere stato più che altro un teorico nella lotta politica, non un attivista. E racconta:

Non posso assumermi la responsabilità di chi decide di tradurre in fatti ciò che a me è capitato di affermare a parole. Personalmente non mi sento corresponsabile di alcun atto terroristico. Posso sentirmi tale invece, per quanto riguarda l’omicidio Calabresi, per aver detto o scritto, o per avere lasciato che si dicesse, che si scrivesse e che si facesse, con slogans del tipo “Calabresi attento: sarai suicidato”.

Ovviamente il tutto è da collegare proprio all’arresto del ferroviere di matrice anarchica Giuseppe Pinelli, la cui storia è una pagina inspiegabile di quegli anni. L’uomo si presenta alla questura di Milano di propria volontà per chiarire la sua posizione, senza temere nulla non molto tempo dopo l’attentato, tranquillo.  Il 15 dicembre, dopo 70 ore di interrogatorio, l’uomo muore in ospedale in seguito alle ferite riportate dopo essere caduto dal quarto piano della questura.

Una morte che ha sempre destato perplessità. E la cui sentenza di assoluzione dei cinque agenti coinvolti, Calabresi compreso, ha fatto si che quest ultimo divenisse il bersaglio principale del gruppo di militanti di Lotta Continua.

Commenti (2)

  1. 3

    >>> ha appena finito di scontare una condanna a 22 anni di reclusione
    >>> per l’attentato di Piazza Fontana

    Ma cosa dici? Guarda che non c’entra niente, nessuno l’ha mai accusato né sospettato di quell’attentato, stai confondendo le due parti di quella storia, che sono lontane diversi anni l’una dall’altra. Anche quando parli di “gruppo di militanti di Lotta Comunista”, probabilmente vuoi dire “Lotta Continua”. Insomma, devi documentarti ancora perché fai molta confusione su queste vicende.

    1. Grazie per la correzione. Di sicuro dovrò rivedere le mie fonti. Ammetto con sincerità di non conoscere nulla della sua storia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>