Nessuno parla dell’arbitro, recensione

di Barbara Commenta

Roberto Rosetti - Nessuno parla dell'arbitroQuando ho cominciato a leggere Nessuno parla dell’arbitro, non immaginavo gli effetti che il libro di Roberto Rossetti avrebbe avuto su di me. La premessa, naturalmente, è che non amo il calcio, seguo solo i mondiali (e certo lo faccio con molta attenzione) e non appena sento due uomini che parlano di questo sport mi do alla fuga (non so perché quando ne parlano le donne lo trovo più curioso).

Adesso, però, so che se il mondo del calcio non mi affascina, mi piace però quello degli arbitri. Rossetti, infatti, mi ha lasciata entrare in una sorta di dimensione parallela e lo ha fatto non solo senza provocarmi alcuno sbadiglio, ma facendomi ridere da sola al punto che mio marito è venuto a vedere cosa stava succedendo, convinto che fossi alle prese con I love shopping.

Partendo dagli ottavi di finale del 2010 in cui la partita Argentina e Messico si giocava su un gol di Tevez e sulla decisione arbitrale in merito, Rossetti ci racconta com’è la vita degli arbitri. Lo fa descrivendo non solo il mondo del calcio, ma anche raccontandoci la sua storia personale. In primis di come cercava di barcamenarsi tra un tifoso del Toro e uno della Juve, appartenenti entrambi alla sua famiglia.

Alternando ricordi, commenti esilaranti su come fare carriera, racconti di arbitraggi pericolosissimi, ci tiene sulle spine come un giallista consumato e ci svela solo un po’ alla volta quello che accadde durante Argentina-Messico. Riesce però anche a sorprenderci parlando della sua famiglia e di quando ha assistito alla nascita di sua figlia.

Ora, mi dico: se questo libro è piaciuto a me che di calcio non ne capisco assolutamente niente, quanto se lo godranno gli appassionati, che coglieranno dettagli e sfumature sfuggite alla sottoscritta e che commenteranno “io c’ero!” oppure “mi ricordo benissimo!” quando Rossetti descrive alcune partite?

Io regalerei Nessuno parla dell’arbitro insieme a Godete!, sempre della Add editore non solo agli appassionati di calcio ma anche alle coppie. Sono libri che possono fare la differenza in un matrimonio, portando mariti e mogli ad esplorare territori sconosciuti e considerati fino a quel momento noiosi. Buon divertimento!

Il Villafranca butta dentro anche il secondo rigore e alla ripresa del gioco – un minuto più un sostanzioso recupero – resiste agli ultimi assalti dello Scardovari. Do uno sguardo al cronometro, dopo di che decreto la fine dell’incontro. È a quel punto, appena dopo il fischio di chiusura, che il primo tifoso scavalca la rete di recinzione. Poi scavalca un secondo, un terzo e una decina tutti insieme. Ma non ce l’hanno con me, è impossibile. Io ho fatto solo il mio dovere, sono venuto apposta da Torino. Sarà un’usanza locale. Sì, dev’essere l’invasione di campo all’ultima giornata, una specie di rompete le righe.
Macché usanza locale, questi ce l’hanno con me.
Mi sembra di avere già accennato all’importanza che rivestono le doti atletiche per chi fa il mio lavoro. È fondamentale, direi quasi vitale, che un arbitro possa prodursi in uno scatto bruciante ben oltre il novantesimo.
Corri, Robi.

Autore: Roberto Rossetti
Titolo: Nessuno parla dell’arbitro
Editore: Add Editore
Anno: 2011
Pagine: 192
Prezzo: € 15,00
ISBN 97888896873489

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