ZeroZeroZero di Roberto Saviano: recensione

di Valentina Cervelli Commenta

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Premetto subito una cosa, prima di procedere con la recensione di ZeroZeroZero di Roberto Saviano: non ho letto “Gomorra“, quindi non ho termini di paragone stilistico se non i precedenti articoli giornalistici scritti dall’autore. Posso però dirvi una cosa: mi è piaciuto, nonostante il gran numero di pagine.

ZeroZeroZero può anche spaventare idealmente. Lo fa già di per sé un libro di inchiesta, figurarsi uno dalla copiosa grandezza e dall’eredità decisamente ingombrante del suo scrittore. Quel che è certo, a mio parere, è che Roberto Saviano può essere amato o odiato per le sue posizioni politiche, ma è un fuoriclasse della scrittura giornalistica. Soprattutto se applicata ad un saggio. E questo per diversi motivi, primo tra tutti il punto di vista nel quale si pone nello scrivere, la posizione che si mette ad occupare per narrarci cose che in parte pensiamo, in parte sappiamo essere tali.

ZeroZeroZero: cocaina e la sua purezza, il suo “imbrattare” le vite delle persone che ne fanno uso e di quelli che ci muoiono a causa sua, per un motivo o per un altro.  Gomorra parlava di mafia. Purtroppo questo nuovo libro parla di tutti noi. Perché è incredibile, ma l’opera di Saviano riesce ad aprire gli occhi su chi si trova intorno a noi. E che fa uso di questa droga senza che noi possiamo accorgercene se nessuno ci apre gli occhi. Il lavoro di ricerca alla base del libro deve essere stato ovviamente straordinario, impossibile altrimenti sarebbe stato per noi avere nero su bianco, sulle pagine, i dati che ci troviamo a leggere sfogliando il libro. Il ritmo è incalzante e nonostante il tema, l’opera scorre molto velocemente. Da consigliare? Senza il minimo dubbio. Anche per chi non è fan dell’autore o non ha letto il precedente.  Da leggere tutto di un fiato o a piccole dosi.

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