Roberto Saviano cittadino onorario di Milano

di Giada Aramu 2

 Questione politica o valore morale e sociale che sia, lo scrittore Roberto Saviano ha avuto l’onore di ricevere proprio ieri la cittadinanza onoraria milanese; una notizia che ha fatto discutere e che, effettivamente, ha ottime ragioni per scatenare qualche profonda perplessità. Qual è il filo conduttore che lega Saviano alla città di Milano?

A valere la cittadinanza onoraria sarebbe stato l’impegno e l’interesse di voler mantenere le città italiane (in questo caso quella di Milano) libere dalla macchia nera della mafia, criminalità organizzata che nuoce a tutti i cittadini e che era stata raccontata dallo scrittore con il bestseller Gomorra, proposto anche sul grande schermo in pochissimo tempo.

La cerimonia è stata disertata da qualche sezione politica nordista che non ha gradito il riconoscimento offerto allo scrittore (napoletano), una prova di unità nazionale che lascia davvero a desiderare. Ma politica a parte, il riconoscimento offerto a Roberto Saviano può essere giudicato interessante per uno scrittore che ha nel suo curriculum una delle opere più spinose e lette nel nostro Paese. Qual è il valore di una cittadinanza onoraria di una città del Nord quando il merito dello scrittore è quello di aver raccontato verità scomode delle quali dovrà forse scontare una pena per tutta la vita? Che legame c’è tra la scrittura e la politica? E tra la scrittura e la verità?

In questo marasma di domande e dubbi trovare delle risposte è sicuramente molto soggettivo e anche vincolato dall’epoca storica nella quale si parla, risposte che non mettono d’accordo tutti e che danno vita a numerose polemiche. Che Saviano meritasse allora una cittadinanza da tutte quelle città che abbiano opposto resistenza alle organizzazioni mafiose? Cittadinanza o no, sono altri forse i riconoscimenti che dovrebbero essere consegnati a uno scrittore e giornalista coraggioso, premi e segnali di assenso ricevuto dalla sua regione, dalla meravigliosa e contraddittoria Campania.

Photo Credits | blogdem

Commenti (2)

  1. ma che articolo è? intanto queste sono cose simboliche, chi fa qualunque tipo di critica è proprio unpirla o peggio;
    se poi l’articolista invece di fare solo domande, scrivesse magari qualche opinione dimostrebbe se non altro un briciolo di valore umano e magari potrebbe meritarsi qualche altro insulto più elaborato
    uno che non ha il coraggio di scrivere quello che davvero pensa, si permette di fare critica (di quelle peggiori senza le palle) relativamente a uno che ha messo in ballo la propria vita pur di dire quello che pensa? maandatetranquillamenteafarelacacca

  2. Avevo gia’espresso un commento su il ” Fatto”, che e’stato poi Bannato.
    Ad ogni modo,mi piace ribattere il mio parere.Posso tranquilamente affermare,senza l’intenzione di offendere alcuno,anche perché trattandosi della Lega,si commenta da se,e non sono Io a dire,che la benedetta lega, dimostra molte lacune,in fatto di educazione e rispetto per gli altri.Dicevo,che considero Saviano,come colui,che attraverso i suoi scritti,cerca di Unirci,da un lato,tutti a combattere le cosche ormai radicate,su tutto il territorio,e ad averne il coraggio.Dall’altra,la considerazione per Lui
    ,non dico che e’paragonabile ai passati Giusepe Verdi(in quanto simbolo del Risorgimento Italiano)e/o Mameli,simbolo del desiderio di unire l’Italia,sotto quel suo Immortale Inno.Quantomeno,il principio,e’lostesso.Allora,se mi permetto di affermare,un po’ tra il Faceto,un po’tra il serio,”gnurant”,lo dico perche’,se da una parte desiderano ardentemente,avere il Va Pensiero come inno,dall’altra non capiscono,che questa melodia Immortale,proprio come simbolo del Risorgimento,voleva unire l’Itala cotro L’Oppressore…!Che facciamo…?La lega vuole prendere il posto dell’Oppressore….?

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