“Violetta – Il mio diario un anno dopo”, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Quando è uscito ho pensato quasi immediatamente: tagliamo la testa al toro e leggiamo “Violetta – Il mio diario un anno dopo“. Lo ammetterò subito: il primo volume di questa serie non l’ho letto e mi sono avvicinata a questa lettura semplicemente perché in cuor mio sapevo che sarebbe entrata nella classifica dei libri più venduti.

Questo era fattore intuibile dai numeri stratosferici fatti registrare in un mese di spettacoli live nel nostro paese. Azzardarmi a leggere questo libro è stato gioco forza. E per quello che rappresenta e come è scritto, va ammesso che è perfetto per la fascia di lettori alla quale si rivolge. Sarò onesta: non è un libro che leggerei una seconda volta, ma per lo scopo che ha o che si prefigge di raggiungere, va detto che può essere considerato pressoché perfetto. Senza contare che sta riuscendo, volente o nolente, ad avvicinare moltissimi giovanissimi alla lettura e questo non guasta mai. Le avventure di Violetta hanno conquistato televisivamente un intera stagione ed i suoi gadget sono caratterizzati da vendite spettacolari.

“Violetta – Il mio diario un anno dopo” nel suo titolo spiega esattamente quello che è: il racconto della vita della giovane Vilu. Né pi, né meno. Appassionante per chi ama il telefilm, un po’ meno per chi non sa nemmeno che forma abbia il logo di Disney Channel. Ma va bene così, nessuno gli chiede di essere di più di questo o di rappresentare il nuovo libro per ragazzi di eccellenza. Svolge, ovviamente su un pubblico prettamente femminile, il lavoro che gli si chiede di svolgere: quello dell’ennesimo specchio per le allodole di chi ama la serie, al pari di qualsiasi altro gadget. Per il resto va detto che non è scritto assolutamente male, che è abbastanza scorrevole e che si legge decisamente in poco tempo. Lo ripeto: raggiunge gli obiettivi che è giusto che si prefissi, senza infamia e senza lode. E va bene così.

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