Uscito “Lucio Dalla – Il Numero primo” di Prince Greedy & Episch Porzioni

di Valentina Cervelli Commenta

Lucio Dalla è morto nemmeno da un mese e le pubblicazioni sulla sua persona stanno man mano crescendo come fiori a primavera. Suoi scritti in parte, ma soprattutto biografie. Una in particolare ha attirato la mia attenzione, soprattutto per la presentazione che gli stessi autori ne hanno fatto. Parlo di “Lucio Dalla – Il numero Primo” scritto da Prince Greedy & Episch Porzioni. L’idea è quella che possa essere un libro diverso dagli altri.

Vi chiedete il perchè?  Detto francamente è l’approccio che viene scelto. Aver richiesto, da parte della Chinaski, la scrittura di una biografia su un uomo come Lucio Dalla ai suoi due autori più particolari e divertenti in qualche modo ha rappresentato già partire con il piede giusto. Il cantante recentemente scomparso, non dobbiamo dimenticarlo, era una persona anticonformista, un uomo che nonostante le sue contraddizioni e le sue particolari peculiarità ha sempre vissuto la sua vita nel modo in cui amava farlo: senza troppi compromessi o mezze misure.

E forse un percorso biografico “semi-serio” è proprio quello che si addice per ricordarlo meglio e con le dovute maniere.  Entrambi gli scrittori, sia Prince Greedy che  Episch Porzioni, sono caratterizzati da una forte tradizione musicale ed ancor più da una sottile (talvolta non troppo) vena ironica che rende i loro libri tra i più venduti per ciò che riguarda le biografie musicali. All’interno del libro in questione la vita e la carriera di Lucio Dalla vengono ripercorse con rispetto e con lo stile inconfondibile dei due autori che tanto ha conquistato nelle loro passate avventure.

Vale la pena di condividere la presentazione ufficiale del libro rilasciata dalla casa editrice:

Lucio Dalla, uno degli artisti più creativi, vitali e inclassificabili della recente storia italiana, ci ha lasciato. Episch Porzioni e Prince Greedy ripercorrono con il loro inconfondibile stile ogni passo della carriera del grandissimo artista bolognese. Dagli esordi come promettente jazzista alla consacrazione con 4-3-’43, dal successo internazionale di Caruso fino alla sperimentazione tout court degli ultimi due decenni, e non solo in ambito musicale. Sempre all’insegna dell’imprevedibilità, sempre nuovo, sempre nel cuore del pubblico. Fino alle sue ultime ore di vita e al tributo resogli dopo la morte da parte di amici e colleghi, parenti e conoscenti, personalità e gente comune che esaltano sì l’artista ma, se possibile, ancor di più l’uomo, facendo emergere il ritratto di una persona profondamente umana e generosa.

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