The Giver- Il donatore di Lois Lowry, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

The Giver- Il donatore di Lois Lowry è iniziato un po’ come esperimento di lettura e si è poi tramutato in qualcosa che è rimasto a sedimentare nella testa. E’ questa la sorpresa che di solito ti regalano i libri che non fanno parte del tuo genere che poi ti colpiscono.

 

Alcuni come la saga di Veronica Roth ti fanno percepire sotto altro punto di vista generi che non sono i tuoi. Mentre libri per ragazzi come The Giver di Lois Lowry ti fanno riflettere. Non è sempre bene quando ti trovi a riflettere sulla società grazie ad un libro, soprattutto se si parla di un romanzo, ma va detto anche che questa storia per quanto possa richiamare le ambientazioni di The Hunger Games e della sopracitata serie ti consente, grazie al giovane protagonista,di aprire la mente con facilità. Attenzione però, questo non significa che non sia impegnativo: e’ breve, ma molto intenso.
In un mondo dove non esistono più sentimenti e tutto è preordinato e vuoto dall’alto, solo una persona “ricorda” ed è chiamata a farlo cosa significa amare, odiare e provare qualcosa. E’ il nostro giovane protagonista, che sta imparando come diventare il prossimo custode di questi “segreti”. Ed è sempre lui che nel corso della sua preparazione si rende conto di quanto vuota ed essenzialmente crudele sia la società nella quale vive e nella quale è “intrappolato”.

La nostra è una società caotica, che odia e che ama. E che crea tanto caos. E quando leggi libri come The Giver ti rendi conto che si è imperfetta, sì va sistemata, ma in fondo va bene anche così.

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