Allegiant di Veronica Roth, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Arrivata alla lettura di Allegiant, l’ultimo capitolo della trilogia di Veronica Roth, devo dire che qualche piccola falla si è aperta nel piacere che avevo provato leggendo gli altri due volumi. In questo caso l’autrice è stata capace di compiacermi e contemporaneamente buttarmi giù, facendomi vedere alcuni difetti che prima non ero stata in grado di notare. E’0 non so se sia davvero una buona cosa questa.

Insurgent e Divergent nella loro narrazione abbastanza scorrevole, la loro storia emozionante erano stati capaci di catturarmi come Hunger Games non era riuscito assolutamente a fare. Certo, entrambi i due volumi di Veronica Roth avevano qualche problema di coinvolgimento dei personaggi, ma era facile passarci sopra. In questo ultimo capitolo, tutti i difetti precedenti sembrano palesarsi facendoti chiedere il perchè tu abbia deciso di dedicarti alla lettura di un romanzo che dà solo ora la risposta a domande che ti avrebbero aiutato a comprendere i due capitoli precedenti. Questo inficia il libro? Non proprio. Ma non si riesce a leggerlo, ovviamente è un’opinione personale, con la stessa spensieratezza dei primi due volumi.

Il finale? Ne vorremmo parlare a lungo, davvero. Ma non volendolo spoilerare, possiamo dire che un po’ ce lo aspettavamo, anche se forse, non l’avremmo voluto propriamente in questo modo. Forse si è trattato di un modo per l’autrice di uscire dallo schema classico nel quale idealmente l’avevamo inserita. E’ un libro che vi consiglio? Si, perchè nel complesso si tratta di una saga di sicuro attraente per gli adolescenti. Per gli adulti… dipende dai gusti.

 

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