Studenti universitari preferiscono i libri cartacei

di Giada Aramu Commenta

Studenti universitari e supporti digitali? Sì, ma solo per divertirsi! E’ questo il ritratto che la nuova ricerca dell’AIE (Associazione Italiana Editori) ha tracciato di tutti gli studenti italiani grazie alla ricerca “Passare la notte sull’eBook? Studenti universitari, manuali per lo studio e nuove tecnologie”.

La ricerca è stata realizzata tenendo conto di ben 2.196 questionari compilati dagli studenti universitari romani in occasione della giornata conclusiva del Maggio dei libri. I ragazzi intervistati, tutti di circa 23 anni, hanno confessato di leggere tre o quattro libri all’anno, una quantità davvero scarna che però viene giustificata dall’interminabile lista dei libri di testo che ogni anno vengono proposti per ogni percorso di studio.

Editoria cartacea a parte, il campione intervistato sembra essere poco abituato all’uso del digitale. Il 99,5% dei ragazzi possiede e usa il pc, la metà utilizza uno smartphone e solo uno su dieci possiede un tablet (13,5%) o un e-reader (11,5%). E per lo studio? L’81,4% utilizza i classici libri di testo, il 30,9% utilizza, assieme ai volumi in formato cartaceo, i testi reperiti online, e solo il 19,9% usa gli eBook.

Il libro di carta svolge un ruolo fondamentale anche secondo la Presidente del Gruppo Accademico professionale di Aie, Mirka Giacoletto Papas:

Dall’indagine emerge come la varietà dell’offerta non scalfisca, negli studenti, la centralità del libro di carta, sia per quanto riguarda lo studio che la lettura non destinata all’esame.

Ma è davvero così? Osservando da vicino il mondo dell’istruzione universitaria è difficile incappare in un percorso di studi completamente digitalizzato, un ostacolo che, di riflesso, influenza anche la modalità di studio dei ragazzi che vedono la via del cartaceo come l’unica strada praticabile. Oltre alla lettura scolastica e accademica, pochi ragazzi riescono a permettersi l’acquisto di un eReader o di un tablet, una situazione destinata a svanire grazie al provvidenziale ampliamento dell’offerta digitale.

Photo Credits | library.cfu

 

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