Stephen King ci spiega l’incipit

di Valentina Cervelli Commenta

stephen king spiega incipit

L’incipit è forse la parte più importante di un romanzo.E’ la battuta di inizio, l’amo che cattura. Stephen King , scrittore che non ha bisogno di presentazioni, nel corso di un’intervista con la rivista Atlantic, ha spiegato come deve iniziare un romanzo per essere considerato buono.

Il primo vero compito dell’incipit è quello di convincere in qualche modo il lettore a continuare a leggere la storia. E tale risultato non si può ottenere, secondo Stephen King, se non si è in grado di dare una vera e propria voce al narratore. Non deve essere propriamente la “voce” dell’autore, secondo lo scrittore, ma è ovviamente qualcosa che deve calibrarsi perfettamente con lo stile dello stesso. Personalmente ho un “debole” per gli incipit di King ma va detto che quello presente nel libro “L’ultimo cavaliere”, il primo della serie della Torre Nera è forse uno dei migliori mai scritti. Semplice, pulito, efficace e di poche parole. Ma in grado allo stesso tempo di catturare la attenzione di chi legge. Ecco cosa dice il Re in merito:

La voce di un romanzo è qualcosa di simile a quella di un cantante, come Mick Jagger o Bob Dylan. Nei libri davvero buoni, il potente senso di questa voce si percepisce proprio dalla prima riga.

Nella rivista fa l’esempio di uno scrittore da lui apprezzato. Ma basta sfogliare i suoi libri per vedere che in quasi tutti quelli che possiamo considerare i migliori, l’incipit è molto simile a quello da lui citato, di quattro semplici parole: “This is what happened”. Non viene rivelato nulla della storia, non conosciamo i protagonisti: eppure questo tipo di frase ci mette sugli attenti, e ci dà la spinta alla lettura. Stephen King completa l’esempio spiegando lui come imposta il suo lavoro:

Quando comincio un libro provo a scrivere il primo paragrafo. Un paragrafo di apertura. E in un periodo di settimane e mesi, talvolta anni, lo riformulo più e più volte finché non mi convince. Solo allora so che posso fare il resto del lavoro.

Motivazione per la quale, a quanto pare, ricorda tutte le frasi di apertura dei suoi romanzi.

Photo Credit | Getty Images

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