La piuma di Giorgio Faletti, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Non è una novità che io mi approcci a Giorgio Faletti con un po’ di indecisione, quasi sempre. Ma un po’ per ricordare un attore che mi è piaciuto molto, un po’ perché è bene indugiare su qualche consiglio ho provato a leggere “La piuma”.

Onestamente non mi aspettavo la reazione che poi ho avuto. Ovvero non mi è dispiaciuto affatto. E la spiegazione, per quanto riguarda “La piuma” è che Giorgio Faletti in questa opera uscita postuma ci regala una vera e propria fiaba, condita di bei personaggi e tanti insegnamenti. Insomma entra a piè pari in uno stile che mi piace e mi soddisfa. E dal mio punto di vista lo fa con una certa eleganza. Tendo difficilmente a ricredermi sugli autori che non mi fanno impazzire, ma sono contenta che sia stato questo il caso. Non mi è mai andato a genio il fatto di non apprezzare lo “scrittore Faletti” quando mi è sempre piaciuto l’attore. Questo libro quindi in qualche modo è riuscito in un miracolo che non credevo possibile.

La piuma poi…è un filo conduttore incredibile, in grado di accompagnarti nella storia come un narratore muto ma sempre presente. Come l’illusione di trovarti effettivamente nei luoghi raccontati dal libro. Un romanzo senza dubbio particolare, ma che devo ammetterlo, vale ogni singola pagina di cui è composto. Mi sembra quindi evidente e quasi superfluo dirvi che si tratta di un libro che vi consiglio vivamente e non solo perché è l’ultimo guizzo postumo di un ottimo artista.

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