Non ti ho chiamato amore ma ti ho pensato tale di Dario Matassa, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Non ti ho chiamato amore ma ti ho pensato tale di Dario Matassa rischiava di essere quel libro dalle mille aspettative e dalla delusione dietro l’angolo. E la motivazione constava nel fatto che avendo ben chiaro lo stile comunicativo dell’autore, entrato nel mio raggio di attenzione per la sua carriera di youtuber, vi era il terrore che il troppo hype potesse “rovinare” il risultato finale. Per fortuna non è stato così.

Le aspettative non rimangono deluse

Iniziamo subito con il dire che Non ti ho chiamato amore ma ti ho pensato tale di Dario Matassa fortunatamente non perde lo stile tipico di chi lo ha scritto: siamo abituati con questo autore a contare su una prosa sempre molto forbita, un discorso profondo ma comprensibile e questo è riscontrabile senza problema alcuno in questa raccolta di storie. Personalmente con lo stile di Matassa ho una sorta di odio-amore: ci sono degli articoli della sua passata produzione che ho amato moltissimo e altri che ho trovato tediosi, non tanto nella scrittura di per se stessa quanto nella complessità di una esposizione che in certi casi se fosse stata più semplice sarebbe potuta arrivare a più persone.

Il libro non cade nello stesso “errore” e il suo essere un insieme di racconti aiuta molto il lettore a entrare nella giusta modalità di lettura.

Un po’ acerbo in alcune caratteristiche ma piacevole

Senza spoilerare nulla del contenuto va detto che se proprio si deve fare una critica si può dire che inizialmente la trama dei racconti non sembri chiarissima ma deve anche essere sottolineato che si tratta di un problema che si risolve man mano che si va avanti nella lettura. Di certo Non ti ho chiamato amore ma ti ho pensato tale, con la sua visione sulle diverse sfumature dell’amore da vita a un ottimo approccio al tema, che può essere apprezzato da qualsiasi tipo di lettore: adulto, più giovane, uomo donna.

Dario Matassa sa quel che fa quando scrive e il talento che ha nel comunicare di certo lo scusa dell’essere forse ancora un po’ acerbo per ciò che concerne questo tipo di prosa: un problema che può essere superato continuando su questa strada.  Sperling & Kupfer non ha sbagliato nel voler puntare su un talento giovane come il suo, soprattutto in un contesto dove spopolano libri (inutili, ammettiamolo) come quello di Giulia De Lellis.

Non ti ho chiamato amore ma ti ho pensato tale è un libro che merita di essere letto: è piacevole e scorrevole. E questo basta.

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