Da Mondadori arriva L’ultima lettera di Benito

Con L’ultima lettera di Benito, i giornalisti Pasquale Chessa e Barbara Raggi ci regalano una nuova prospettiva sulla relazione intercorsa tra Clara Petacci e Benito Mussolini. Grazie all’accesso al cosidetto fondo Petacci, conservato nell’Archivio centrale dello Stato, Chessa e Raggi hanno potuto finalmente leggere le 318 lettere che il Duce e la sua amante ufficiale si scambiarono tra l’ autunno del 1943 e la primavera del 1945.

Mussolini si trovava a Salò e nella corrispondenza con Clara parlava di tutto, non solo di amore e di quanto lei le mancasse, ma anche di politica, di strategia, di prospettive di fuga verso il Giappone (considerate sino ad ora solo un’inverosimile storiella) e del rapporto con Rachele.

La moglie del duce, infatti, sapeva dell’esistenza di Clara, cui cercò anche di attentare. Le due donne, acerrime nemiche, si erano create intorno una rete di fedelissimi, con cui si spiavano e controllavano, con cui informavano Mussolini dei presunti o reali comportamenti pericolosi della rivale.

Il carteggio però diventa importante per comprendere in primo luogo quanto forte e determinata fosse Clara, decisa nella sua passione fascista, convinta ad esempio che Ciano dovesse morire mentre sino ad ora si era ritenuto il contrario; chiara nel suo istinto antisemita; pronta a consigliare Benito nelle sue scelte politiche; acuta osservatrice dello scenario internazionale e del potere che i nazisti avevano in Italia.

Fa una strana impressione leggere le loro lettere: da un lato ci troviamo dinanzi alla storia, dall’altro a due persone normalissime che vivono una storia d’amore grandiosa per i personaggi che erano, ma non per come si comportavano.

Lui aveva una moglie, un’amante ufficiale ed una serie di altre donne su cui riversare la propria passione e il proprio istinto di potere. Lei non si piegava mai e diventava durissima nei suoi rimproveri, ma non lo lasciò e restò con lui fino alla fine.

L’ultima lettera di Benito è un libro che incuriosirà, secondo me, sia gli appassionati di storia sia coloro che normalmente non si cimentano nella lettura di saggi specifici perché preferiscono entrare nelle vicende del mondo attraverso le persone che lo vivono.

Da una lettera di Clara:

Io dichiaro che sono antisemita per istinto razziale-direi per dignità di razza. Io sono veramente patrizia-non esistono nel mio sangue gocce impure-e sento tutto l’orgoglio del mio purissimo ceppo non per la nobiltà ma per la rettitudine-per l’esempio-per le gesta-per l’onestà-per la salvezza e per l’amor di patria-inteso in tutta la sua devota grandezza. Difendendo Ap. non ho sentito di difendere l’ebreo come alcuno potrebbe intendere-facendosi ricco baffo-ma ho considerato che un uomo che può essere squadrista convinto per venti anni-legionario fiumano dei più entusiasti e degni-e combattente-che per venti anni ha fedelmente servito la patria e il regime con i fatti-che nei quarantacinque giorni si è dimostrato lineare e fedele-che ha lavorato immediatamente qui a disposizione-che è considerato ariano sino al’39 e tutt’ora con le nostre leggi-che siino a quando qualcuno che per sola invidia e malvagia e infame-non gli ha fatto le pulci-è stato considerato degno di servire la RSI-ottenendo la fiducia dei camerati stessi-diventi all’improvviso un traditore e arrestato.

Da una lettera di Benito:

Comprendi o non comprendi queste cose elementari e tremende? O vuoi deliberatamente correre nell’abisso? Da quando sei qui la cosa è ormai nota in tutta Italia. Ora, è questo il momento di litigare al telefono? Per far sogghignare i duemila ministeriali che soggiornano sul lago? E’ questo il momento di chiedermi giustificazioni, su cose che non avvengono? Non è sommamente sbagliata oltre che ingiustificata la tua gelosia a caccia di fantasmi? Se tu fossi “umana” e vorrei dire quasi materna dovresti farti dimenticare, no da me, ma dalla gente. Attendere nella massima discrezione e nel silenzio, quella famosa giornata di sole che non verrà o verrà.

Pasquale Chessa – Barbara Raggi
L’ultima lettera di Benito
Mondadori
Pagine: 240
Prezzo: 19.50 €
ISBN: 978880460688

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