Margherita Hack: esce il libro “Perchè sono vegetariana”

di Valentina Cervelli Commenta

Arriva nelle librerie il nuovo libro dell’astrofisica Margherita Hack, questa volta incentrato tutto sul vegetarianismo e la tutela del pianeta. “Perché sono vegetariana”, questo il suo titolo. La scienziata, 89 anni portati più che bene, spiega all’interno di questa opera i benefici che questo tipo di alimentazione hanno apportato a lei e possono apportare all’intero pianeta.

Non dobbiamo dimenticare che la Hack è vegetariana dalla nascita. Nel suo libro la scrittrice sottolinea tra l’altro come molti altri artisti e grandi scienziati passati alla storia come Leonardo da Vinci,  Charles Darwin, Albert Einstein seguissero lo stesso stile di vita e con la sua esperienza personale risponde a quelli che sono i luoghi comuni sul vegetarianismo. Si legge nel suo libro:

In seconda elementare facevamo il tempo pieno e quando tiravo fuori il mio pasto a base d’insalata, uovo e formaggio, c’era la preoccupazione delle maestre per la mancanza di carne: come avrei fatto a crescere bene, forte e sana? Eppure sono arrivata a 89 anni in condizioni discrete di salute.

Ed aggiunge:

A più di 80 anni, oltre alle domenicali partite di palla a volo con amici cinquantenni, ho girato in bicicletta buona parte del Friuli-Venezia Giulia, oltre a lunghe nuotate tutte le mattine d’estate. Tutto questo a dimostrazione che la mancanza di carne e pesce non ha certo indebolito il mio fisico.

E di certo, a prescindere da come la si possa pensare, non si può negare che non abbia ragione. Buona parte dell’opera della scienziata, riguarda anche l’impatto che l’essere vegetariani potrebbe avere sul pianeta.  L’autrice spiega che almeno quattro quinti della terra che viene coltivata nel mondo è dedicata al foraggio degli animali e solo un quinto per il consumo umano.

Spiega:

In un mondo come il nostro, in cui la popolazione umana è in continuo aumento bisognerebbe evitare questo enorme sperpero, riducendo drasticamente il consumo di carne.

Non solo: siccome siamo tutti “prodotto” della morte di grandi stelle (le supernove, n.d.r.), la Hack spiega che l’essere umano dovrebbe sentire una maggiore affinità con tutti gli altri esservi viventi. Puntando quindi a non uccidere gli animali.

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