Margherita Hack incanta il pubblico di “Più Libri-Più Liberi 2011”

di Daniela Commenta

Già dalle ore 13.00 davanti alla sala Diamante del Palazzo dei Congressi ha iniziato a formarsi una discreta fila di persone, alle 13.45, a un quarto d’ora dall’inizio dell’evento, la fila era diventata una folla; alle 14.00 la sala era già strapiena. No, tutte quelle persone non stavano aspettando una famosa rock star o un calciatore: erano in fila per vedere Margherita Hack, la straordinaria astrofisica che avrebbe dovuto presentare il suo ultimo libro “La mia vita in bicicletta”.

Alle 14.10 Margherita è arrivata: accompagnata dall’inseparabile compagno di una vita, il marito Aldo, è stata accolta da un caloroso e sincero applauso. Del resto, è quasi impossibile non essere conquistati dall’ironia e dalla simpatia tutta fiorentina di Margherita Hack, una donna in grado a quasi novant’anni, di stupire tutti con la sua vitalità.

A presentare Margherita Hack e il suo libro c’erano Andrea Satta, leader e voce del gruppo Têtes de Bois e Marco Pastonesi, giornalista sportivo. La passione per la bicicletta, Margherita ce l’ha fin da piccola, anche se la prima bici arriverà solo in prima liceo: un modello da passeggio sottomarca della Bianchi che la futura astrofisica tenta di “truccare” per farla diventare una bici da corsa.

Il ciclismo è una costante della Margherita bambina e ragazza: “Sei per Binda o per Guerra?” chiedeva a tutti; Margherita è per Binda, prima e per Bartali poi, ma ciò non le impedisce di emozionarsi davanti al campione “rivale” Learco Guerra quando lo vede all’arrivo del Giro d’Italia a Firenze; né le impedisce di innamorarsi del futuro marito Aldo, che da piccolo, quando giocavano nei giardini del Bobolino a Firenze, era irrimediabilmente sostenitore di Guerra.

Nel libro, come del resto l’incontro di ieri in occasione della giornata di chiusura di “Più Libri-Più Liberi”, la bicicletta è solo il pretesto per raccontate la vita e le esperienze di questa straordinaria donna: dall’infanzia trascorsa a Firenze alla scelta di diventare antifascista nel 1938 come reazione alle leggi raziali contro gli ebrei, alla decisione di iscriversi alla Facoltà di Fisica anziché a quella di Lettere. Racconta Margherita:

Quando ero piccola avevo sentito parlare solo di belle lettere all’Università, e dato che scrivevo con facilità anche i miei pensavano che avrei fatto la giornalista sportiva. Ma dopo solo un’ora di corso mi resi conto che mi annoiava a morte”.

Da qui la decisione di iscriversi a Fisica e la scelta di richiedere la tesi in astrofisica, solo per sfuggire ad una tesi compilativa, perché lei, spiega, “la passione per le stelle non l’ho mai avuta, però mi piaceva la fisica”; seguono “solo tre anni di precariato, non come succede ai giovani d’oggi che aspettano molto di più” e poi la vittoria del concorso per assistente di ruolo alla cattedra di astronomia. Il resto, la ricerca e le scoperte scientifiche, sono cosa nota.

Durante l’incontro c’è anche lo spazio per un’originale quanto efficace lezione di fisica, per un elogio alla scuola pubblica che “in fin dei conti non è tanto male, perché è più libera” e una critica al governo che permette i finanziamenti alla scuola privata lasciando che quella pubblica “caschi a pezzi”.

Standing ovation per questa straordinaria donna che, dall’alto dei suoi novant’anni può ancora vantare una dialettica, un’ironia, un’intelligenza e una vitalità senza precedenti. Finale commovente con la proiezione del videoclip musicale “Alfonsina e la bici” interpretato dai Têtes de Bois, con la partecipazione di una strepitosa Margherita che balla, suona la tromba e aggiusta le biciclette: un omaggio a due donne straordinarie: Margherita Hack e Alfonsina Strada, la prima donna a correre il Giro d’Italia.

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