Libri e Bit intervista Antonio G. D’Errico, autore di “Roberto Straccia-Sogni Infranti”

di Valentina Cervelli 7

Oggi Libri&Bit intervista uno scrittore speciale, un uomo che è riuscito a catalizzare nelle pagine di un libro non solo la storia di un ragazzo la cui vita purtroppo si è interrotta troppo presto per motivazioni ancora oscure, ma che è stato capace di dare efficacemente  voce a chi, come Roberto Straccia, non c’è più. Parliamo di Antonio G. D’Errico.

Come vi abbiamo già raccontato nella nostra recensione, “Roberto Straccia-Sogni Infranti” si tratta di un libro di inchiesta interessante non solo per l’approfondimento naturale di questa tipologia di letteratura, ma perché particolarmente sentito anche nella composizione, nel coinvolgimento e per questo ancor più interessante. Godetevi questa magnifica intervista.

L&B: Come nasce il libro “Roberto Straccia – Sogni infranti”?

E’ un libro di incontro. E in quanto tale trascende ogni scelta, ogni volontà precostituita. Non sono stato io a scegliere una storia come questa e neanche il papà di Roberto. Una storia così non si sceglie in nessun caso. Rimane sempre un inconfessato rammarico di non poter essere utile completamente verso chi ha perso definitivamente un bene tanto grande. Questo rammarico io l’ho sempre avvertito, fin dal primo momento che ho incontrato Mario, sua moglie Rita e Lorena, l’altra figlia. Nella loro casa si sente il passaggio di Roberto ma si avverte anche la sua assenza definitiva. Stando insieme a loro ho provato dapprima un sottile disagio, avendo la consapevolezza che non bastano le parole a rendere una serenità che stenta a trovare una nuova definizione. Poi ci ha tenuto insieme la fiducia reciproca, che si è resa manifesta ad ogni incontro, accrescendosi visibilmente, prendendo forma di comprensione, di sentire comune, di sincerità d’animo, di pulsioni e sensazioni che ci hanno fatto riconoscere nelle nostre individualità e intenzioni. Le intenzioni comuni, come abbiamo avuto occasione di dirci altre volte, erano quelle di rendere verità a ogni fatto, a ogni circostanza, a ogni perplessità che hanno tenuto sospese le loro vite durante le ricerche di Roberto, quando di lui si era persa ogni traccia, e col nuovo giorno si accendeva quella speranza di poterlo ancora riabbracciare, come se quella lontananza fosse solo un inspiegabile smarrimento.

Io e Mario abbiamo visitato insieme i luoghi in cui è stato visto Roberto negli ultimi istanti della sua vita, prima della sparizione, che hanno rinnovato la tensione negli occhi del papà mossi dal ricordo e dal rimpianto di qualcosa di incerto che avrebbe dovuto fare, probabilmente, e non ha fatto. Ma non c’è una vera spiegazione per un dubbio che diventa a poco a poco delusione, nel respiro che si fa sordo e si arresta.

L&B: E’ stato difficile rapportarsi a questo tipo di scrittura, sebbene tu sia un autore di inchiesta? Come nasce questa passione per il genere?

La parola scritta rispetto alla parola emessa attraverso la voce ha il vantaggio di poter essere cancellata e ripensata, per farle ritrovare una forma che esprime esattamente un’immagine, un suono, un contenuto che magari erano stati resi in maniera approssimativa. Nella scrittura di questo libro, diversamente da altri, la forma delle parole è stata pensata per rendere non solo bellezza, che è pur sempre espressione di un’opera letteraria, ma insieme a questa bisognava rendere verità. La verità va trovata solitamente dentro quel mare di parole che è la lingua parlata, in cui il tempo e i timori a volte possono rendere ripetitiva, affannosa, approssimativa, incerta, dubbiosa. Nel racconto di Mario la tensione verso la verità ha superato perfino la necessità delle parole le quali, poco o tante, sono state sempre incisive e dimostrative di una condizione dell’anima che è passata attraverso i tanti moti che l’hanno scossa, atterrita, lacerata. A tratti ha potuto anche rendere con la sua testimonianza onestà ai fatti riguardanti la vita e la scomparsa di suo figlio Roberto che il racconto fatto dalla cronaca non ha sempre reso in maniera puntuale e verificata. Da parte mia, l’idea di scrivere per affermare una verità è superiore a ogni altra passione o velleità di fare letteratura per il piacere di inventare storie. Raccontare la vita oltre ogni artificio non è solo un modo necessario di mettersi al servizio degli altri o al loro fianco ma è, soprattutto, la volontà di farsi carico delle sofferenze altrui. Che sono in parte anche nostre, perché umanamente ci toccano e ci appartengono. In realtà, l’umanità dell’uomo consiste anche nel suo riconoscersi come parte infinitesima di un tutto esteso.

L&B: All’inizio della tua carriera è stato facile raggiungere la pubblicazione?

Facile rimanda nella mia immaginazione a qualcosa ottenuta senza sforzo. Non ricordo che ci sia stato niente del genere né all’inizio e neanche durante il corso di questa che sta cercando di diventare una carriera. In realtà sono stato spinto alla scrittura da un bisogno intimo, ispirato da un desiderio di scambio con esseri se non proprio esclusivamente intelligenti quantomeno in grado di meravigliarsi. Mi sono avvicinato ai libri attraverso la lettura, che mi ha rivelato il mondo delle parole e dei loro significati evidenti o nascosti: avrei dovuto dire reconditi, per una mia intima immagine. Lettura e scrittura hanno preso posto nel mio sguardo e nei miei pensieri. Ci si scopre di essere in un modo o in un altro al di là del fine. La pubblicazione è l’occasione di ritrovarsi tra persone che si scelgono o che si incrociano casualmente.

L&B:E  la tua passione per la scrittura? 

La mia passione per la scrittura è una condizione a cui volontariamente non do molto peso, nonostante ne sia totalmente e sistematicamente chiamato.

L&B: Cosa pensi dell’ebook, il libro elettronico?

Penso che sia un’altra occasione di proporre parole le quali altrimenti non troverebbero diffusione. E’ uno strumento che facilità la circolazione delle idee, anche delle più stravaganti. D’altra parte di idee stravaganti, per non dire deleterie, passano anche attraverso i fogli di carta che pesano sugli scaffali di librerie colme di volumi lustri che mai mano d’uomo ha provato neppure a sollevare. L’ebook, inoltre, porta in sé tanti vantaggi di natura pratica, dalla velocità dei tempi di pubblicazione alla riduzione dei costi, dalla possibilità di essere accessibile in uno spazio fisico limitato, evitando lo spreco di carta, alla possibilità di diffusione quasi illimitata rispetto a un libro di carta. L’unico difetto riscontrabile non è nello strumento ma in chi dovrebbe farne uso: il lettori, che sembrano ancora restii nel voler abbandonare la pagina per sostituirla con un display.

L&B: Se dovessi utilizzare tre aggettivi per descriverti, quali utilizzeresti?

Gli aggettivi sono sempre molto categorici, tanto da non lasciare spazio all’indefinito che si può ritrovare in un avverbio o nello stesso nome. Se si indica una casa come “casa”, ad esempio, è molto vago se non si aggiunge: “grande”, “bella”, “ricca”, “alta”, “stretta”. Oppure “uomo” è molto più consono per indicare una natura tesa a migliorarsi nelle proprie azioni senza cercare “la bellezza”, “la forza”, “la virtù” che lo contrappongono ad altri. Gli unici aggettivi che so riconoscere in un uomo riguardano la sua capacità di cercare lo scambio con gli altri e insieme affermare sempre la vita. Il primato della vita si sostiene rimanendo “gentile”, che viene dalla gens dei latini, dando sostegno alla bellezza dei sensi che ci rende “sensibile” e sapendo gioire del bene altrui, perché del nostro siamo già pieni per natura, divenendo così animali “sociali” che è il fine di ogni esistenza, vista anche con uno sguardo analitico che non esclude un sentimento di appartenenza e di amore più grande dell’uomo stesso.

L&B: E per le tue opere?

Sono semplici, ma non per questo fatte senza sforzo e scopo. Contengono tutto lo sforzo che ogni opera scritta deve possedere come riflesso di una partecipazione intima dell’autore. Sono opere delicate, perché le vite di cui si occupano meritano la delicatezza della voce e la leggerezza del tocco della mano, senza clamori di battaglie. Sono altruiste, perché appartengono agli altri, e a loro si rivolgono con l’interesse di volerli toccare per renderli partecipi di una verità e di una bellezza che hanno commosso e sensibilizzato già me.

L&B: Progetti futuri?

Ancora altre biografie e partecipazioni importanti. Ho da poco terminato la biografia-racconto del percussionista e compositore napoletano Tony Cercola, bandiera storica degli artisti della Neapolitan power, supportando coi suoi ritmi Edoardo Bennato in album memorabili come Sono solo canzonette, oppure affiancando Pino Daniele nella struggente Appocundria; collaboratore di Jenny Sorrento, di Tullio De Piscopo, di Enzo Gragnaniello, di artisti internazionali come  Don Cherry e Brian Ferry.

Nello stesso tempo ho appena terminato la mia parte della biografia incredibile di un giovane ludopatico costretto alla rapina e al carcere per il vizio del gioco; di un’altra parte della storia se ne sta occupando un noto scrittore spagnolo, coinvolto in un certo senso nella vicenda. Infine, sto meditando su un’altra biografia di chi trascorre i suoi giorni in carcere per altre vicende di cronaca.
Sono necessari impegni di questo genere, per come intendo attualmente la scrittura. Le mie idee non sono mai definitive: evolvono, si rinnovano, si modificano fino ad arrivare a contraddirsi. E’ l’unico modo che mi permette di rendere ancora meraviglia alla meraviglia.

Photo Credit | Antonio G. D’Errico

Commenti (7)

  1. Che bella quest’intervista… Antonio G. non si smentisce mai…. Ho visto anche un grande coinvolgfimento dell’autrice del Blog… Mi è parso così più che altro… Regalerò il libro per quest’estate che tarda ad arrivare…

    1. Hai ragione, in pieno su tutto. E’ impossibile non rimanere colpiti da Antonio. E’ un autore bravissimo ed una persona gentilissima che si espone in prima persona in ogni sua opera. E questo per i suoi lettori (me compresa) è un regalo immenso.

    2. grazie Violet e Valentina per questa bella segnalazione, anche io l’ho appena comprato e lo sto leggendo e lo consiglio ai miei amici vivamente.
      Questa recensione e questo libro ti prendono veramente… e se non finisci di leggerlo non lo molli e, di questi tempi con tanti libri,prettamente commerciali, questa e’una caratteristica e un valore aggiunto particolare.
      Ho ordinato quasi tutti i libri di Antonio G. D’Errico , su feltrinelli online,che ho scoperto grazie a voi.

    3. @Valentina Cervelli: Non immaginavo mi rispondessi, Valentina. Grazie… lmeno ho preso in pieno in qualcosa… Auguro a te e Antonio sempre tanta volontà di continuare a produrre verità, pensandovi sempre in prima linea. Ciao.

    4. Ma ci mancherebbe Violet, posso avere problemi di connessione o di tempo, ma ci tengo a rispondere a chiunque visiti o legga il nostro blog. Ed anche per la mia collega è lo stesso. Rimanere in contatto ci dà modo di comprendere meglio anche ciò che può piacervi, non lesinate mai in commenti o suggerimenti! 🙂

    5. Grazie, Valentina, per l’opportunità delle tue risposte… Volevo ringraziare anche Gianna per le sue parole di apprezzamento verso il libro… Purtroppo in questi giorni è uscita la sentenza che archivia il caso della scomparsa di Roberto… Personalmente, provo una grande e intima delusione… Ciao…

  2. Gent.ma Valentina,

    Volevo segnalare questo bel libro appena uscito di Antonio G. D’Errico, sempre per i tipi di Anordest, allego la scheda del lirbo e la sinossi.

    Le posso anche anticipare che a fine febbraio uscira’ un altro libro con un tema scottante, dal titolo:
    Camorra, confessioni inedite di Mario Perrella, boss-pentito del rione Traiano di Napoli, gia’definito dalla critica l’ALter Ego di Gomorra di Roberto Saviano…

    Rimaniamo a disposizione per eventuali recensioni e quant’altro.Grazie 1000 signora Valentina per la sua collaborazione e disponibilita’sempre dimostrata.
    Ecco il link dell’autore:

    antoniogerardoderrico.jimdo.com/

    La scheda del nuovo libro:

    Come conquistare il mondo con una buatta
    Editore Anordest
    Autore: D’Errico – Cercola
    Dimensioni: 15 x 21 cm
    Pagine: 224
    Prezzo: 10.90 €
    Codice ISBN: 978-88-98651-04-7
    Data Pubblicazione: novembre 2013
    Tony Cercola, un protagonista della musica d’autore che fa dell’esperienza musicale momento d’incontro, supportando con il ritmo e con l’energia, del suo animo in perenne fermento, interpreti del rock nostrano, come Edoardo Bennato, o del blues, come Pino Daniele.
    Tony Cercola definito dalla critica unico erede di Gegè Di Giacomo, batterista di Renato Carosone, insieme a Tullio De Piscopo e Tony Esposito porta il ritmo oltre confine esibendosi in performances memorabili al Festival jazz di Montreux. In più occasioni avviene lo scambio e il confronto con mostri sacri del groove mondiale, da Bob Berg, Don Cherry, Naná Vasconcelos, Billy Cobham, e ultimamente con Bryan Ferry.
    Il mondo fa da sfondo all’avventura artistica di Tony, che arriva a comporre e a proporre al pubblico brani propri. Nelle sue composizioni, le sonorità vesuviane delle origini si intrecciano con il fascino visionario di echi esotici delle popolazioni dell’Africa e dell’America Latina o di ballate convulse dei popoli dell’Europa dell’est. Un mondo che a tratti è gioia e attesa, quando non è amarezza e destino di chi aspetta una rivincita che “dovrà arrivare prima o poi”.
    Il racconto si arricchisce di aneddoti, di incontri con la gente comune dei quartieri di Napoli, ma non solo. C’è Parigi, la storia d’amore con la nipote di Bobby Solo, interrotta dalla distanza chilometrica con la famiglia d’origine. Inevitabilmente ritorna a casa, dove l’aspetta la madre.
    C’è la musica ancora, ci sono collaborazioni importanti con Jenny Sorrenti e Ivan Graziani.
    Ma l’incontro della sua vita è con la sua compagna rosarillo cantante di flamenco. Infine ci sono le “testimonianze” di artisti della Neapolitan power. Un viaggio accattivante e sorprendente attraverso gli ultimi decenni della musica d’autore italiana.

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