Letteratura rosa: a volte serve

di Barbara Commenta

E’ la verità: se dici in giro che leggi romanzi rosa ti sei giocata la reputazione. Se parli di chick lit non te la distruggono del tutto, ma risulti sempre un po’ leggerina e svampita. Se sottolinei che spesso sono considerate rosa e chick autrici di romanzi come Jane Eyre, Jane Austen e le sorelle Bronte, allora ti riabiliti un po’, ma nessuno capisce perché devi farti del male con quei romanzoni pieni di balli e tormenti vari.

Una persona a cui tutto ciò non ha mai fatto né caldo né freddo è l’autrice del blog lamiabibliotecaromantica, a cui la passione per il genere romance ha portato molta fortuna. Il suo blog è frequentatissimo e con ragione.

Se infatti da un lato, l’autrice recensisce a spron battuto romanzi rosa in italiano e in lingua inglese, dall’altro propone anche articoli curiosi e interessanti che non sono affatto scontati. Ad esempio, tra i curiosi, quello in cui confronta i vari attori che hanno interpretato il famoso Mr. Darcy di Orgoglio e Pregiudizio.

Tra i più interessanti, invece, vi segnalo quello sui miti, per redigere il quale l’autrice si è presa la briga di mettersi a studiare e collegare tra di loro mitologia antica e miti moderni che rivivono nelle storie d’amore (siano esse tradizionali o fantasy).

Insomma, mettiamola così: forse è vero, come sostiene Pennac che non importa ciò si legge purché si legga. Una persona curiosa, dalle idee aperte e la voglia di conoscere, può partire da qualsiasi genere di lettura, perché poi sarà tentata di approfondire, scoprire, studiare alcuni argomenti che avranno attratto la sua attenzione.

Ora chiedo a voi lettrici e lettori di Libri e Bit: vi è mai capitato di partire da un genere letterario considerato minore per poi approdare ad un altro genere di letture? Oppure vi è successo il contrario e dopo anni di letture impegnate vi siete un po’ rilassati con una narrativa più leggera?

Photo Credits | Aurimas Rimsa su Flickr

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