Jovanotti parla di sè nel libro “Gratitude”

di Valentina Cervelli Commenta

Quando un artista decide di condividere con i suoi fan e chiunque sia interessato particolari della sua vita privata attraverso un’autobiografia, la curiosità la fa da padrona anche se non si è interessanti alla persona in questione e con “Gratitude” di Jovanotti questa “ regola” non trova eccezione.

Jovanotti è uno dei personaggi italiani più noti. Chiunque una volta nella vita avrà sicuramente canticchiato una canzone da lui partorita nel corso della sua ultraventennale carriera e tutti abbiamo assistito a diversi suoi avvenimenti personali, positivi e negativi giunti sui media. Dove talvolta è stato anche trattato con poco rispetto. Questo libro scritto da Lorenzo Cherubini ci da modo di avere uno sguardo ravvicinato sulla sua vita dal “suo” punto di vista. E le sorprese sono molte, come possiamo vedere da alcuni estratti che il Tgcom ha pubblicato e che noi vi riproponiamo.

Parliamo di piccole frasi che mostrano come il cantante non abbia creato una raccolta di rimpianti o bilanci quanto abbia riunito in un’unica soluzione tutte le curiosità che lo riguardano: a partire dalla carriera fino ad arrivare all’amore. Prendete ad esempio il primo incontro con Claudio Cecchetto:

Arrivò alle due e mezzo del pomeriggio. Era più alto di come me lo ero immaginato, portava degli occhiali neri e aveva quel carisma pazzesco, catalizzò l’atmosfera in un attimo. Entrò in una porta che doveva essere il suo ufficio privato. Ne uscì poco dopo, mi vide, mi strinse la mano e mi disse di seguirlo.

O i ricordi del tour con Luca Carboni:

Io e Luca dividevamo tutto, anche il camerino, e anche in macchina quasi sempre si viaggiava insieme, e c’è anche da dire che io, Lorenzo Cherubini, e Luca Carboni, facciamo la firma identica, non si distinguono da quanto sono uguali, potremmo firmarci le giustificazioni a vicenda.

E sull’amore con la moglie Francesca, una storia non sempre scivolata via “liscia come l’olio”:

E’ come se a un certo punto mi fosse spuntata un’ala, o una ruota, o un nuovo paio di antenne aggiuntive, come se avessi scoperto una parte della mia vita che stava sigillata in qualche stanza e che lei mi ha aperto.

Photo Credit | Getty Images

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