Jack Vance, Alastor 2262

di isayblog4 Commenta

Alastor 2262 è un’altra chicca della Fantacollana Nord, che ho ripreso in mano di recente. Scritto nel 1973 questo romanzo di Jack Vance è davvero molto divertente.

Racconta la storia di Glinnes Hulden, del pianeta Trullion, che tornato a casa dopo aver servito alcuni anni nella marina spaziale, trova il suo mondo rivoluzionato, a cominciare dalla sua famiglia.

Tra i tentativi di recuperare la sua proprietà, una nuova comunità che inneggia all’ordine e alla pianificazione e la lotta ai pirati, Glinnes ci farà trascorrere alcune piacevolissime ore.

Meno impegnato de La catena spezzata, meno esistenzialista del per me sempre strepitoso, Elric di Melnibonè, Alastor 2262 si inserisce nel ciclo di romanzi in cui Vance racconta le diverse culture che compongono una Galassia di tremila pianeti.

Li governa il Connatic, che, per meglio comprendere usi e costumi della gente per cui legifera, ogni tanto si traveste da semplice cittadino e visita i singoli pianeti. Quale dei vari personaggi di Alastor 2262 è in realtà il governatore della Galassia?

Forse devo dire grazie alle descrizioni del Quidditch (amanti del fantasy non indignatevi) se sono riuscita a leggere le numerose descrizioni delle macchinose partite di Hassade, che culminano quasi sempre con la svestizione di una graziosa e/o procace fanciulla.

Non si offendano i signori uomini, se mi viene da pensare che molti di loro troverebbero questo romanzo esaltante e non semplicemente divertente. Se qualcuno di voi volesse cimentarsi nella ricostruzione delle regole di gioco e degli schemi dell’Hassade saremmo credo tutti ben felici di poterle leggere o meglio “vedere”.

Leggere Alastor 2262, in un certo senso, è come mettersi davanti alla televisione per godersi i vecchi telefilm degli anni ’70 da Starsky e Hutch alle Charlie’s angels. A questo punto non mi resta che cercare altri romanzi di Vance per scoprire se il tono, di pianeta in pianeta, subisce qualche variazione.

Il comandante mandò di nuovo i Monitori, minacciando di usare gas dolorosi se la resa non fosse stata effettuata entro sei ore. L’ora fissata venne e passò; i Vavarangi scesero a bombardare i rifugi con taniche di gas doloroso.[…] I Tamarchisti prigionieri erano meno di duemila, tra maschi e femmine. Glinnes fu sbalordito nel vedere che alcuni erano poco più che bambini, e pochissimi erano più vecchi di lui. Non avevano munizioni, né energia, né viveri, né medicinali. Facevano smorfie e mostravano i denti alle truppe del Whelm…erano veramente un “Brutto Popolo”

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