Hunger Games: parliamo del libro di Suzanne Collins

di Valentina Cervelli Commenta

Tra non molto uscirà nelle sale cinematografiche statunitensi ed italiane il film Hunger Games, ovviamente tratto dall’omonimo libro e dall’omonima saga in corso di svolgimento scritta da Suzanne Collins. Un vero colpo gobbo per tutti gli amanti del genere fantasy, giacché da molti questa serie di libri viene considerata la risposta più adatta a superare il successo ottenuto dall’opera di Stephenie Meyers.

Mettiamo da parte la pellicola e concentriamoci sul volume e sulla sua scrittrice.  Il libro, uscito nel 2009, nonostante il fenomeno Twilight ha archiviato dei numeri ottimali di vendita nonostante il tema, per quanto sviluppato per un pubblico di young adults, possegga toni violenti e decisamente horror.  Per darvi un’idea, la saga ha ricevuto apprezzamento da parte di Stephen King, il re del brivido per antonomasia.

In questo, il primo della trilogia, viene introdotto quello che si presume essere il personaggio principale dell’intera serie, Katniss Everdeen, che vive nella terra di Panem, un mondo “post apocalittico” nato là dove un tempo c’era l’America settentrionale. La giovane si offre al posto della sorella minore, estratta, per partecipare agli Hunger Games, un reality show organizzato annualmente da Capitol City basato su una sola ed essenziale regola, la necessità di combattere fino alla morte in un’Arena.

La trama, sebbene con le dovute modifiche, ricorda molto “L’uomo in fuga” di Stephen King, è non stupirebbe scoprire che in qualche modo l’attrice ne sia stata influenzata. Ufficialmente Suzanne Collins ha però dichiarato che l’idea per questo romanzo sia scaturita nel corso di una “sessione di zapping” davanti alla televisione a causa della visione ravvicinata di un documentario di guerra ed un reality.

La scelta di scrivere un libro duro e forte con protagonisti giovanissimi deriva sicuramente dalla ventennale esperienza della donna come autrice televisiva per i maggiori canali catodici statunitensi. Porsi una domanda è lecito: i fan rimarranno delusi dal film?

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