Gumwriters: scrittori cattivissimi

di isayblog4 Commenta

Una mia amica mi ha suggerito, tempo fa, di andare a farmi un giretto su Gumwriters. Passa il tempo, mi perdo in altre cose, mi dimentico del suggerimento. Stamattina però la stessa amica ha riportato in rete un cattivissimo e divertentissimo post ripreso dal suddetto sito e ho riso così tanto che mi son detta che è proprio ora di dare un’occhiata e di parlarne anche a voi.

I Gum Writers, con nome, cognome e cattiverie varie, li trovate nella sezione del blog dedicata ai cari estinti. Tra di loro ritroverete una “vecchia” conoscenza di Libri e Bit: Maria Silvia Avanzato, da noi intervistata per una sua incursione nel mondo della chick lit.

Insieme ad altri colleghi scrittori, che intingono la penna in grosse quantità di ironia, sarcasmo e sincerità, parlano del mondo della scrittura, recensiscono quello che trovano in rete, ma danno anche un parere agli aspiranti scrittori nella rubrica 100 passi nel debutto. Se volete il loro parere, attenetevi scrupolosamente alle loro regole e siate pronti a reggere il commento che vi infliggeranno.

Mi piace molto il tono di questo team che si ispira molto al glorioso Arsenico e vecchi merletti (se non avete visto questo film è ora di colmare la lacuna). In rete c’è troppa gente, troppi scrittori o neo scrittori, che si prendono troppo seriamente. Il che non è un bene, secondo me, per la qualità del romanzo che scriveranno.

In attesa di saperne di più sul gruppo, e di riuscire magari ad intervistare uno di loro, vi lascio con le loro parole:

Consapevoli che la stampa sommerge i talenti inesplorati, che le case editrici non sempre fiutano i suddetti talenti e spesso prediligono l’afrore eccitante di grossi autori commercialmente vigili. Consapevoli, inoltre, che la letteratura di piccola taglia è destinata a morire, sta già morendo o è morta da un pezzo. Che le piccole aziende editoriali, per non morire, fanno acrobazie quotidiane (e, a volte, cadono…). Che le librerie di catena riescono a vendere persino l’agenda 12 mesi di Hello Kitty, piuttosto che un buon libro quasi sconosciuto e i distributori si pappano una parte di percentuale del contratto editoriale per cui, a editore e autore, rimane una somma sufficiente all’acquisto di due yogurt con pezzi interi e un dvd a noleggio da guardare assieme, piangendo…

Vogliamo sotterrarci insieme.

Editori, scrittori e giornalisti, vittime dell’ombra dei colossi, maltrattati cronici del sistema, rivoluzionari abituati a fare colazione col Maloox…

Segnalatevi e segnalateci cosa avete fatto di bello finora [..]

Il salotto vi aspetta, il the è quasi pronto e l’arsenico ce lo mettiamo noi.

Photo Credits | D.B.Blas su Flickr

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