Del perché vengono pubblicati tanti libri

di Barbara Commenta


Mi sono sempre chiesta, credo di averlo scritto anche diverse volte in questo blog, come mai in Italia vengano pubblicati così tanti libri e spesso di qualità medio bassa.

Credevo si trattasse principalmente della necessità di adeguarsi ai gusti del pubblico, un po’ come accade con la televisione, che trascina gli spettatori/pecore nei verdi pascoli dei reality. Il che, ammettiamolo, è piuttosto triste.

Le mie pessimistiche considerazioni, sono state smentite e ridimensionate dalle considerazioni di Gian Arturo Ferrari riportate nel blog della Aliberti. Cito testualmente:

[…] produrre un libro costa poco, qualche migliaio o poche decine di migliaia di euro. Comunque meno di una indagine di mercato sul suo possibile esito. In pratica costa meno pubblicarlo che testarlo. E quindi la pubblicazione è insieme indagine di mercato: la produzione ingloba la ricercae sviluppo. Molti libri, le novità di esordienti, sembrano libri, ma sono ipotesi di libri, tentativi di libri. Dopo, quando si è vista la reazione del pubblico, quando si conoscono le dimensioni dell’ autore, quando si passa (se si passa) all’ edizione in paperback, tutto è più facile, più razionale, arriva persino ad avere parvenze industriali.

D’ora in poi, quando mi troverò tra le mani volumi e volumetti incosistenti, non mi chiederò perché sono stati pubblicati. D’altronde c’è poco da fare gli snob. Solo una manciata di decenni fa, in Italia c’era il novanta per cento di analfabeti. Anche se oggi solo un terzo degli italiani legge, è già tanto.

Dunque anche l’editoria, una certa strategia editoriale, sono relativamente giovani e c’è ancora molto da imparare. Anche se, diciamolo, non si fa in tempo a capirci qualcosa che arrivano gli eBook a complicare i nostri ragionamenti e le pratiche editoriali.

Se vi interessa approfondire l’argomento, vi consiglio di leggere con attenzione l’articolo riportato dalla Aliberti e di seguire anche un’intervista rilasciata sempre da Gian Arturo Ferrari a Piero Angela: si dibatte di libri, di analfabetismo, di editoria, di libri digitali.

Photo Credits | aechempati su Flickr

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