Freddie Mercury, esce biografia: vita tra sesso e droga

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Pensiamo alla definizione stessa di biografia: il racconto di una vita. Questa volta tocca a Freddie Mercury, storico leader dei Queen morto per Aids nel 1994. Una morte prematura, che in parte in molti si aspettavano data la vita di eccessi del cantante. A chiarire definitivamente il modus vivendi della leggenda ci pensa il suo ex assistente Peter Freestone, con lui per 12 anni, anche il giorno della sua morte.

Parliamo di un libro destinato a fare scalpore. Questo perché racconta un Mercury inedito, dedito alle droghe ed ai party fetish omosessuali. Passione e buio, gioia e morte: sono molti gli ingredienti di questo libro che promettono vere e proprie scintille. A partire dalla anticipazioni che sono state date alla stampa, dove il frontman esce per quello che era: un uomo sì dolce e geniale, ma anche una persona schiava del sesso e della ricerca constante di una stabilità mai trovata.

Sebbene abbia avuto una lunghissima relazione con Jim Hutton, Freestone scrive nel suo libro che Freddie Mercury probabilmente l’amore non l’ha mai trovato. La carnalità, la passione: era questo ciò che contava.  Bisogna tenere conto di una cosa: la biografia esce ad un anno quasi esatto dalla morte di Hutton. Che sia stato per una forma di rispetto, o di convenienza non è lecito saperlo. Quel che è certo è che non mancano particolari relativi alla vita privata di Mercury, anzi, forse per la prima volta come noi mai, l’uomo è venuto alla ribalta, nudo e crudo quale era.

Come  l’autore ha spiegato alla rivista Panorama:

Sono stato al suo fianco nei gay club di tutto il mondo, in vacanza, a casa di Michael Jackson. Ero la sua ombra, la prima persona a cui si rivolgeva per qualsiasi esigenza. L’ho preso in braccio nelle stanze della sua villa di Londra: l’Aids gli aveva scarnificato un piede.

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