Bompiani porta Elton John in libreria con “L’amore è la cura”

di Valentina Cervelli Commenta

E’ giunto anche in Italia, edito da Bompiani, “L’amore è la cura”, il tanto atteso libro di Elton John scritto per raccogliere fondi a favore della sua fondazione per la lotta contro l’Aids. Una storta di biografia-racconto, nella quale il noto cantante regala al mondo ciò che l’esperienza gli ha fatto apprendere grazie alla conoscenza di Ryan White, un bambino contagiato dalla malattia tramite una trasfusione.

L’artista conobbe Ryan White, negli anni 80. Dopo il contagio, questo bambino fu emarginato prima dalla scuola e poi dalla sua cittadina. In quegli anni si sapeva poco della patologia e spesso e volentieri i pregiudizi vincevano sul buon senso e sulle evidenze scientifiche. Purtroppo, anche a causa delle scarse terapia presenti all’epoca, Rynan, perse la sua battaglia contro l’aids a soli diciotto anni, nonostante l’impegno profuso da Elton John per salvarlo. Questo portò il cantante a porsi molti interrogativi ed a giungere a due specifiche “rivelazioni”: la prima che né la fama, né l’immensa volontà possono curare una malattia mortale. La seconda, ancora più importante, è che bisogna impegnarsi in prima persona per tenere a freno il problema dell’aids, non dimenticandosi mai dell’importanza della persona,

“L’amore è la cura” è il primo libro scritto da Elton John e sebbene possa essere considerata un’autobiografia, è molto più di questo: è il resoconto di un’esperienza di vita molto importante. L’amicizia con Ryan e Freddy Mercury, entrambi morti a causa della malattia, ed quella con la principessa Diana ed Elisabeth Taylor. Ma anche tante piccole storie di persone comuni che hanno combattuto contro l’hiv ed ancora sono in vita grazie ai progressi scientifici raggiunti. Una frase, contenuta nel volume da un’idea precisa di quale sia il punto di vista del cantante:

L’aids è una malattia che va curata non tanto con un vaccino miracoloso ma cambiando i cuori e le menti, tramite un impegno collettivo ad abbattere le barriere sociali e a gettare ponti di compassione.

Un libro commovente e serio, che vale la pena di leggere.

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