Meglio il libro: I love shopping

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I love shopping ha fatto scuola tra le scrittrici di chick lit e mietuto vittime tra le appassionate del genere. Anche noi lettrici apparentemente un po’ snob, non abbiamo esitato a leggerci tutti i romanzi della saga.

Becky la spendacciona, quella che nella vita reale finirebbe dritta dritta dallo psicologo, dopo una seria cura a base di psico farmaci, è l’eroina di tutte le inconcludenti: circondata da amici che le tolgono le castagne dal fuoco, improbabili colpi di fortuna, incontra persino un tostissimo principe azzurro, che unisce ad un carattere di ferro e ad una avversione per lo spreco, una passione totale per Becky, anche quando lei cerca di prosciugargli la carta di credito da miliardario.

Noi fan della scrittura della Kinsella, che a dispetto del sottovalutato genere, è ottima, senza sbavature e piena di senso del ritmo, abbiamo perciò aspettato con ansia e un po’ di timore l’uscita del film. Quando finalmente è uscito, è bastato il trailer a farci gridare allo scandalo.

Isla Fisher e Huge Dancy, gli attori che impersonano Rebecca e Luke, sono carucci, ma non hanno visivamente le caratteristiche che ci aspetteremmo: i protagonisti di I love shopping sono tutti un po’ fuori di testa, ma pieni di carattere, di personalità. Paradossalmente, spiccano più i volti dei comprimari che i loro.

Per dirla con i colleghi de Il cinemaniaco:

Quello che non funziona nella storia è il tentativo di mescolare la simpatica idea di mostrare l’insaziabile bisogno di spendere con una storia d’amore che fa acqua da tutte le parti, poco credibile, troppo fiabesca e mal congegnata. Non solo: i dialoghi sono spesso noiosi e ovvi, i tempi comici mancano (troppi sorrisi e ammiccamenti, non sono esattamente ciò che regala pepe e brio ad una commedia) e i personaggi secondari, specie John Goodman e Joan Cusack (nei ruoli dei genitori) sono trascurati.

Ora tocca a voi, lettori di Libri e Bit. Sebbene, fino a questo momento, io non abbia trovato estimatori del film, non è detto che in rete non ce ne siano. Volete dire la vostra?

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