Eccentrici amori di Roger Peyrefitte

di Barbara 4

 Ho trovato per caso un’edizione economica di questo ormai quasi sconosciuto romanzo. Sicuramente non sconosciuto per chi si interessa di cultura gay, di cui Peyrefitte (1907-2000) venne considerato uno dei massimi rappresentanti.

Diciamo poco conosciuto tra noi lettori onnivori. Eppure si tratta di una chicca da leggere con molta attenzione, perché ci offre non solo molte suggestioni erotiche, etero ed omo, ma anche curiosi spunti di riflessione su come e quando un libro possa essere considerato scandaloso.

Di cosa parla dunque Eccentrici amori? E’ diviso in due parti: la prima, è un lungo racconto sull’educazione sentimentale di un giovane praghese a Parigi. In La maestra di piano, un giovane artista si reca nella capitale francese per perfezionarsi e incontra Renato Bertin e sua madre, la maestra di piano del titolo, che lo invitano a cena più volte.

Man mano che la loro conoscenza si approfondisce, il protagonista scoprirà che la vita sessuale dei due è decisamente al di fuori di ogni stereotipo e norma morale e che cercare di sottrarsi alle manie di controllo della signora Bertin può essere molto, molto pericoloso.

Nella seconda parte, Il barone di Gloeden, Peyrefitte ci racconta la storia, romanzatissima, del nobile e poi fotografo tedesco von Gloeden, che approdato a Taormina per motivi di salute, si innamorò non soltanto della città e degli splendidi panorami, ma anche di tutti i fanciulli che giocavano nudi di qua e di là.

Fu allora che la sua passione per la pittura virò verso la fotografia e visto che ai giovanetti di Taormina non sembrava strano farsi ritrarre in pose classiche, realizzò una serie di scatti che fecero la sua fortuna e lo resero famoso in tutto il mondo (si trovano facilmente online quelli che i fascisti non riuscirono a bruciare).

Eccentrici amori è stato pubblicato in Italia per la prima volta nel 1958, io ho sottomano l’edizione tascabile del 1967. Mi chiedo: come sarebbero stati accolti oggi? Da un lato senza troppo entusiasmo: Peyrefitte riesce a suggerire senza descrivere quasi nulla. Abituati come siamo a telecamere e scrittori che sembrano aver studiato anatomia tutta la vita, i suoi racconti non riescono ad impressionarci più di tanto.

La sessualità e sensualità dei personaggi vengono raccontati senza alcun tipo di valutazione morale, operazione davvero difficile quando si tratta di temi così delicati (di solito si oscilla tra una condanna senza appello o un entusiasmo vivace per qualsiasi tipo di comportamento sessuale). La scrittura è tanto, come dire, scorrevole quanto intrigante.

Eppure, mi viene da pensare, sono scandalosi proprio per questo, perché trattano di argomenti come l’incesto e l’educazione di giovincelli da parte di uomini e donne più grandi in modo quasi naturale e normale. Oggi, secondo alcuni da “benpensanti”, secondo me ragionevolmente, parliamo di pedofilia e poco ci importa se per gli antichi greci andava bene così.

Diversa invece la questione relativa all’omosessualità. Peyrefitte scrisse anche altri romanzi e racconti sul tema, riuscendo a regalare al lettore uno sguardo di normalità su temi ancora considerati scabrosi o inaccettabili moralmente. Per quanto mi riguarda, la bravura di autori come Peyrefitte, l’interesse che possono ancora suscitare, sta proprio in questo: nell’aver reso l’omosessualità parte di un racconto di vita tanto quanto l’eterosessualità.

Commenti (4)

  1. ciao Barbara, mi sono permessa di prendere una parte della tua recensione per migliorare i dati relativi a questo libro sulla libreria di anobii, sul quale non c’erano assolutamente notizie. Spero non ti dispiaccia!
    Monica

    1. Ciao Monica… l’importante è mettere le virgolette e rimandare al mio post 🙂
      Felice di esserti stata utile e, se ti interessa, sto per pubblicare la recensione di un’altra chicca di quel periodo.

      A presto!

  2. Ho scritto in maiuscolo che le notizie sono tratte del tuo commento su libri e bit 🙂 A me a dire il vero il libro non è piaciuto e l’ho abbandonato però mi fanno tristezza i libri senza notizie per cui ho voluto migliorare i dettagli con il tuo apporto. Se sei anche su anobii cercami, il mio nick è Monica Spicciani ed anche io scrivo tante recensioni (meno estese delle tue) ma che spero siano di aiuto 🙂
    un caro saluto e grazie

    1. grazie a te 🙂

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