Le donne sono inferiori e un libro lo dimostra

di Barbara Commenta

Per il fine settimana ho pensato ad un libro che ci farà sicuramente divertire, anche se a ben pensarci, date le ultime news dal mondo politico, c’è più da piangere che da ridere. Leggete con attenzione il brano che vi riporto e poi vi racconterò in quale tomo l’ho trovato e vi sarà chiaro anche il perché cito la situazione politica.

Benché le signorine moderne si cimentino con la scienza, col pensiero, ed abbiano accesso per mezzo di esami e concorsi alle libere professioni, la verità è che la loro costituzione fisiologica conferisce una particolare forma alle loro operazioni mentali. […]

[…] Non è, generalmente ed esclusivamente, ed esclusivamente nell’arte, nella scienza, nelle scoperte o nelle lettere, né nell’esercizio del potere, che la donna raggiungerà il suo fine: essa è costituita, nel corpo e nell’anima, per la maternità, per il sacrificio, per la dedizione […] nel lavoro le ragazze trovano una soluzione “provvisoria” (esse la desiderano tale) al problema del loro avvenire…


Potrei continuare ad oltranza, perché si legge veramente tutto d’un fiato questo volumetto intitolato Che sai tu della donna? di M. M. DeFrance, uscito nel 1955 e tempestivamente tradotto e pubblicato nello stesso anno dalle Edizioni Paoline.

Era diretto ad un pubblico maschile e serviva a far apprezzare agli ometti in erba il valore del sacrificio femminile, la natura delle donne, delle madri, delle fidanzate, delle sorelle. Naturalmente il testo ribadisce più volte che le donne devono stare in casa, che il lavoro può servire alle nubili o alle mogli giusto per arrotondare, senza mai sottrarsi ai doveri familiari.

Sono saggi che fanno ridere, certo. Però, pensandoci bene, nel 1955 mia madre aveva già 8 anni. Le nostre madri sono cresciute al’ombra di queste teorie, noi stesse ancora oggi ne paghiamo il prezzo. Non vi sembra possibile? Date un’occhiata al volume di Paola Banovaz sul tema dell’epidurale e sull’idea ancora oggi circolante ovunque che donna e sacrificio siano due stretti sinonimi. Forse dovremmo far circolare di più i volumi della Zimmer Bradley.

Questo mi riporta velocemente alla priorità che molte associazioni umanitarie danno allo studio e soprattutto allo studio delle bambine, uno studio naturalmente che favorisca la curiosità e la voglia di non confrontarsi al primo libro incontrato per strada. A proposito, lettrici e lettori di Libri e bit: avete scovato libri simili nella soffitta o su qualche bancarella? Ce li volete raccontare?

Photo Credits | Fauxto_digit

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