Francesco Verso

La morte in diretta di Fernando Morales

Francesco VersoIl Signor Morales vive in un’appartamento di quaranta metri quadri, ha ottant’anni, è vedovo, e ha deciso di morire. Ci sono tanti modi per morire, da quando l’umanità ha fatto progressi e lui non sa decidersi. Fino allo spot di una trasmissione, che recita La morte in diretta: non è mai troppo tardi per essere famosi.

Fernando Morales decide allora di non perdere più tempo e di contattare chi di dovere. Gli viene fornito un elenco di documenti da presentare agli intermediari della trasmissione, che gli faranno una breve intervista nel suo appartamento per verificare che abbia tutti i requisiti per morire in diretta. Così Fernando racconta, in pochi minuti, la sua vita a due perfetti sconosciuti. Ma cosa importa, visto che presto lo conosceranno milioni di persone nel mondo?

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La zona morta, di Stephen King

La zona morta è uno dei primi romanzi di Stephen King. Personalmente non riesco a considerarla una storia del terrore, quanto uno degli esempio più belli di storie d’amore che lo scrittore americano sia in grado di comporre. La sua capacità di unire in un’unica soluzione il soprannaturale e l’amore non l’ho mai riscontrata in altri autori.

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Cenerontola, principessa all’arrembaggio

Cenerontola non è proprio come le altre principesse, anche se sogna di essere come loro. Questa bella ragazzona è, come dire, di ossatura robusta e le piace mangiare, soprattutto cioccolata. Senza contare che non ha neanche un soldo e che per partecipare al concorso VERA Principessa, deve impegnare i soldi di un intero anno di affitto.

Il gatto con gli stivali che vive con lei non è da meno: aiuta sì la principessa, ma guidato essenzialmente dal suo stomaco perennemente brontolante più che geniali idee. A dirla tutta, neanche i personaggi che Cene e il gatto incontreranno sulla loro strada, mentre si recano al castello che ospita il concorso, sono normalissimi.

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La versione di Barney: meglio il libro

http://www.youtube.com/watch?v=3FRnV7e7aXM

E’ davvero troppo facile dire che la trasposizione cinematografica de La versione di Barney non è all’altezza del libro. Come potrebbe esserlo? Barney Panofsky è un personaggio assolutamente unico, profondamente scorretto e intelligentissimo, che filtra la propria vita attraverso una serie ininterrotta di citazioni e ricordi.

Un uomo che riesce a rovinare tutto ciò che ha di prezioso, fino ad allontanare da sé l’unica donna che ha mai amato e per cui ha fatto follie. Che appare contemporaneamente, al lettore della sua biografia, antipatico e simpatico al tempo stesso.

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Cujo, di Stephen King

Oggi vi parlerò di Cujo, uno dei primi romanzi di Stephen King. In questo caso il protagonista è un cane, un (inizialmente) docile e giocoso San Bernardo e della morte e distruzione che sarà in grado di apportare presso la sua abitazione nella cittadina di Castel Rock, luogo immaginario spesso utilizzato dallo scrittore statunitense per dare vita ai suoi racconti più riusciti.

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Christine: la macchina infernale, di Stephen King

“Christine-la macchina infernale” è senza ombra di dubbio uno dei romanzi migliori di Stephen King. Da qualsiasi punto di vista lo si voglia vedere: stile, caratterizzazione dei personaggi. E’ una di quelle storie che, almeno per ciò che riguarda il parere di chi vi scrive, scivolano lisce come l’olio alla lettura e che consentono, come amava dire Coleridge “di sospendere l’incredulità” per più di un momento.

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Poesie per Halloween

lettore spaventato

Astenersi menti suggestionabili e persone dallo stomaco delicato. Le poesie che troverete in questo articolo fanno impressione persino a me che le ho cercate per il post. Chi me l’ha fatto fare direte voi?

Ebbene, pur non amando affatto Halloween, mi è venuto in mente che finalmente gli estimatori di Poe, Baudelaire e compagni (tra cui mia sorella) hanno finalmente una giornata tutta per loro.

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copertina funeracconti

Funeracconti: le promesse di Benedetta Palmieri

copertina funeraccontiIl mio primo testamento l’ho scritto a diciassette anni. Capirete bene, dunque, perché mi sono procurata immediatamente I Funeracconti di Benedetta Palmieri.

Come suggerisce il titolo, si tratta di una raccolta di racconti che hanno come tema la morte e i funerali.

La persona che mi ha consigliato questo libro mi ha detto: la Palmieri scrive bene, fidati. Ed è vero: ha uno stile piano, divertente e un linguaggio a volte contaminato dal dialetto napoletano con risultati esilaranti.

Nonostante il filo rosso che li attraversa, i racconti non sono ripetitivi e compongono un’umanità varia, eterogenea, presa tra il dolore, lo smarrimento, i cliché e, naturalmente, la fantasia delle agenzie di pompe funebri, che la fanno da padrone.

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copertina michela marzano

Volevo essere una farfalla, recensione

copertina michela marzanoMi ero chiesta tempo fa come mai Michela Marzano avesse deciso di parlare di sé, della sua difficile storia personale, così apertamente. Avevo cercato di intuire le motivazioni alla base della sua scelta, che avevo trovato molto coraggiosa. Di coraggio, invece, io non ne avevo ancora per comprare Volevo essere una farfalla.

Quando l’ho trovato, l’ho letto tutto in una volta. Intanto, perché è scritto molto bene e in modo interessante. Non è strutturato infatti come una classica autobiografia, che segue un iter cronologico e un tono da cronaca nera nella narrazione.

La scrittura della Marzano è chiara, tesa, onesta, lucida. La fortissima impressione che ho ricavato da queste pagine così intense è che siano piene di forza e di consapevolezza.

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copertina giancarlo bregantini

Non possiamo tacere, di Giancarlo Bregantini

copertina giancarlo bregantiniBregantini, trentino, prete operaio, prete nelle carceri, è conosciuto per il suo periodo di episcopato nella diocesi di Locri-Gerace, in Calabria.

Non possiamo tacere, che racconta appunto di quel periodo, non è una semplice autobiografia, ma una storia di relazioni, di progetti, di reciproca conoscenza, di creazione.

Riconoscerete in lui e nella gente da lui incontrata, la capacità di andare oltre se stessi (o quel poco di se stessi cui le circostanze hanno permesso di crescere), per diventare uomini e donne, “attori” della propria esistenza in senso pieno.

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