Ne rimasi incuriosita scrivendone per voi la presentazione. E complice un buon prezzo, va detta tutta, decisi di comprarlo. Parlo de “Il libro segreto di Dante” di Francesco Fioretti. Si tratta di una storia della quale non vedevo l’ora di fare una recensione perché mi ha lasciato particolarmente colpita in positivo per alcuni versi e decisamente sconcertata per altri. Soprattutto in virtù del fatto che io amo poco i libri in qualche modo “revisionisti” della storia alla Dan Brown.
Narrativa
Recensioni di libri di narrativa, tutti i generi
George Pelecanos, Il Sognatore
Un bel thriller, anzi un vero thriller questo di Pelecanos. Perché lo leggi dall’inizio alla fine con il fiato sospeso, con la sensazione davvero poco piacevole che qualcosa sta per accadere anche se non sai cosa.
Mentre cerchi di cogliere qualche indizio, mentre cerchi di capire dove l’autore cerca di condurti, ti rendi conto che il suo obiettivo principale non è solo raccontare una storia coinvolgente e farti trascorrere del tempo in modo piacevole.
Elianto, di Stefano Benni
Non amo particolarmente Stefano Benni e sicuramente si tratta di una mia pecca visto che il suo stile è molto buono. In realtà le storie non mi hanno mai convinto molto. Eccezione fatta per Elianto, il quale mi ha sempre coinvolto ed emozionato. E’ stato uno dei primi libri a farmi venire le lacrime agli occhi in giovane età; uno dei quali, sebbene non apprezzandone l’autore ho sentito mio e non mi è dispiaciuto rileggere negli anni.
Addio alle armi, di Ernest Hemingway
Addio alle Armi è forse il romanzo di Ernest Hemingway più conosciuto. E l’unico da me, apprezzato. In questo, inutile negarlo, ebbe un forte aiuto da parte della trasposizione cinematografica delle memorie di Agnes Von Kurowsky, l’infermiera con la quale in Italia Ernest Hemingway ebbe una storia travagliata e molto particolare. Addio alle Armi nasce ispirato da tale storia, ed è palese, almeno dal mio punto di vista che la sua conclusione dipenda da come le cose si evolsero nella realtà.
A volte ritornano, di Stephen King
A volte ritornano è forse l’antologia di racconti di Stephen King più conosciuta anche da coloro che con lo scrittore americano decidono di non avere a che fare, specialmente tra le generazioni degli anni 80. Questo è dovuto in buona parte alla serie di film per il cinema e la televisione da lui estratti. Posso dire che è la sua migliore raccolta? No. Posso dire che al suo interno vi sono dei capolavori? Si, la risposta in questo caso è nettamente affermativa.
La lunga marcia, di Stephen King
Torniamo oggi a parlare dello Stephen King degli esordi, il Richard Bachman particolarmente prolifico di storie in grado di annientare psicologicamente il lettore. Oggi ho pensato di proporvi la recensione de “La lunga marcia”. Si tratta di uno dei libri più vecchi dello scrittore americano. E se devo essere sincera, uno di quelli che meno mi stanco a rileggere. Anche se praticamente, pur non potendo citare parola per parola, conosco in ogni minimo particolare.
Storia del mondo dopo l’11 settembre
In vista dell’11 settembre vi ho già segnalato due saggi che mi sembrano davvero interessanti. Oggi vi propongo invece un testo diverso. Si tratta di Storia del mondo dopo l’11 settembre di Dominic Streatfeild.
Streatfeild è un giornalista investigativo e ha raccolto otto storie seguendo il filo rosso dell’attentato alle torri gemelle.
Il suo obiettivo è capire come sta realmente cambiando il mondo dopo quella data, quali sono le conseguenze terribili, eppure poco considerate, che sta avendo sulla vita dei singoli cittadini.
Devo dirvi che non ho letto il libro, lo sto solo segnalando. Mi attengo dunque a quanto trovo scritto nella scheda della casa editrice e in quelle delle librerie online che lo mettono in vendita. Una di queste lo abbina al tag Disinformazione.
Un poeta per l’autunno: Giuseppe Ungaretti

Eravamo lì a dire le solite frasi fatte del tipo non esistono più le mezze stagioni e ci lamentavamo di quanto l’estate ceda troppo velocemente il passo all’autunno quando sono stata catapultata in quinta elementare. Autunno. Giuseppe Ungaretti. La mia maestra che ci chiede se riusciamo a capire il senso del verso
Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie
(non l’ho mai dimenticato). Come potevamo capirlo a dieci anni? Per noi la guerra era una pagina del Sussidiario, mai dimenticato anche quello, che dovevamo imparare a memoria. Da allora, però, Ungaretti è stato sempre presente nella mia vita, anche se, colpevolmente, non ho mai letto tutte le sue poesie.
Presentazione di Un giorno mi troverai, di Kim Edwards
Kim Edwards, autrice del bestseller Figlia del silenzio, torna con un grande libro edito da Garzanti e presentato al Festival della Letteratura che si apre oggi a Mantova, Un giorno mi troverai. Il libro, già edito all’estero, si è guadagnato l’Indie Next List Great Reads, il più prestigioso premio dei librai indipendenti americani conquistandosi anche una prima posizione nelle classifiche delle vendite americane e inglesi. Il libro è stato dichiarato come una produzione certamente più matura dell’autrice che ha dalla sua parte un sincero interesse per la letteratura. Kim Edwards, infatti, insegna letteratura all’università del Kentucky, a Lexington, dove vive insieme al marito e alle figlie e da sempre scrive e per se stesse mentre, solo negli ultimi anni, il mondo editoriale ha scoperto il suo talento. La Edwards è autrice di una raccolta di racconti, The secrets of the fire king, ed è finalista del prestigioso PEN/Hemingway Award dopo esserci aggiudicata il Whiting Award e il Nelson Algren Award.
Recensione di High & Dry. Primo Amore, di Banana Yoshimoto
Per molti il primo amore è un evento banale, solo una delle tante delusioni sentimentali, una scottatura che con il tempo assumerà la sembianze di una buffa cicatrice da accarezzare con un po’ di nostalgia. Per Banana Yoshimoto, però, il primo amore può essere un’emozioni grandiosa, un evento della vita di una’adolescente speciale che merita di essere raccontato. La protagonista del libro è Yūko, una ragazzina di 14 anni appassionata di pittura e arte. Yūko vive con la madre e, nel libro parla in prima persona della mancanza del padre, della nostalgia dei momenti vissuti in famiglia e del suo rapporto con la madre, spettatrice in prima fila della crescita della figlia che adora più di ogni altra cosa. Yūko però non è un’adolescente come tante altre. Yūko è in grado di vedere cose che gli altri non vedono, di ascoltare i pensieri di chi le è accanto grazie a un’innata sensibilità e a una grande maturità che la distingue dalle altre compagne di scuola. Proprio per queste sue caratteristiche, il giovane insegnante di disegno della scuola della ragazzina, il signor Kyū, un artista riconosciuto che vive della sua arte e maestro di disegno, che ha il doppio dei suoi anni.