Breaking Dawn, di Stephenie Meyer (parte seconda)

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È stato necessario dividere in due parti la recensione di Breaking Dawn per dare il giusto spazio alla storia ed al modo nel quale Stephenie  Meyer ha deciso di far evolvere l’intero racconto. Dopo aver assistito alla nascita di Renesmee con gli occhi di Jacob, vedere la storia dal punto di vista di Bella ormai vampira conquista infatti un valore del tutto unico.

Analogamente come spiega Bella una volta aperti gli occhi sulla sua nuova vita, ogni particolare ha un sapore diverso.

La nostra narrazione, ed la terza parte del libro riprendono dal punto di vista di Bella, qualche minuto dopo che il suo cuore cede alla nascita di sua figlia. Edward, con sangue freddo encomiabile, inietta il veleno a sua moglie direttamente nel cuore e attraverso diverse ferite che lui stesso le procura nei punti a maggiore irrorazione venosa. Da quel momento in poi per Bella inizia la trasformazione: a dispetto di ciò che pensava Carlisle, la morfina non attenua il dolore che una persona nell’atto della trasformazione prova, ma semplicemente la condanna ad una paralisi, che le impedisce, tra le altre cose, di urlare.

Bella scandisce i suoi tre giorni di sofferenza pensando alla figlia e tentando di non urlare per non far preoccupare Edward. Una volta completata la trasformazione, vede per la prima volta la sua famiglia con occhi differenti, con gli stessi occhi con i quali loro avevano sempre visto lei.

Bella lascia dietro di sé la sua goffaggine, il suo essere impacciata in cambio di una vista acuta, una voce cristallina ed una velocità fuori dal normale.  Tutto ha un nuovo aspetto, e nonostante la sua condizione di neonata, a contatto con una scia di umani riesce a trattenersi dall’ucciderli. Un fatto straordinario per la sua specie.

Vi è poi l’incontro con la figlia: nonostante le paure di tutti per la sua condizione di umana, il suo odore e il suo stesso essere non la rendono attraente a Bella sotto il profilo del sangue. Ben presto però la giovane, ormai immortale e fortissima deve fare i conti con l’impensabile: Jacob ha avuto l’imprinting con Renesmee. Una condizione questa, che sebbene poco tollerata inizialmente dai genitori della piccola, ha portato il branco di Sam a ritenere la bambina intoccabile.

La piccolina sembra aver preso l’esatto opposto, in quanto a potere, rispetto ai genitori: è in grado di far vedere ciò che vuole le persone solo con il tocco della mano ed è in grado di bloccare qualsiasi sicuro psichico ( si scoprirà infatti più in là nella storia che Bella è un forte scudo). Ha inoltre una caratteristica: cresce più in fretta del normale. Si tratta di un fenomeno sul quale l’intera famiglia tenta di trovare una spiegazione, fino al giorno in cui una delle appartenenti al clan di Denali, in visita, non fraintende l’aspetto della bambina e decide di denunciare i Cullen ai Volturi.

Alice ha una visione sulla fine della famiglia, e dopo aver dato istruzione alla stessa di trovare quanti più possibili testimoni della crescita della bimba, scompare senza lasciare traccia. L’unico appunto viene lasciato a Bella, che presto intuisce come farne uso senza condividerlo con nessuno: si tratta di dare alla piccola bambina l’unica via di salvezza  facendola fuggire insieme a Jacob se tutto dovesse andare storto. Vi basterà sapere che tutto finirà bene, e che Alice tornerà salvando di fatto le sorti dell’intera famiglia.

Unico difetto? Dopo tanta azione, il finale del libro e quindi dell’intera saga appare davvero raffazzonato e lasciato a se stesso.

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