“After 4: Anime perdute” di Anna Todd, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Lo ammetto, ho continuato nella speranza di vedere un pizzico di luce alla fine del tunnel. Peccato che dopo “After 4: Anime perdute” di Anna Todd questa grande rivelazione non ci sia stata. Non oso pensare dove potrò arrivare con il 5° capitolo della saga. Che mi costringerò a leggere ovviamente.

Non è cattiveria assoluta da parte mia, lo giuro. Sono una vorace lettrice di fan fiction oltre che di libri e vi sono delle autrici, che sono poi state pubblicate, il cui lavoro è davvero incredibile. Ma ci sono dei limiti, secondo il mio giudizio,  a ciò che può essere trasformato in letteratura. After di Anna Todd è una storia abusiva dovrebbe rimanere lontana dagli scaffali degli adolescenti, già di per se suscettibili a molte tematiche. Ed il problema è che con succedersi dei capitoli, la situazione non cambia.

Tessa sembra in questo inizialmente pronta a pensare a se stessa ed a cambiare vita. Ma inutile dire che Hardin, il giovane, ritorna prepotentemente nella sua vita ed ovviamente un colpo di scena porterà i due a vivere nuovamente la loro storia in modo pericoloso. Il pensiero che questo libro possa trovarsi ai vertici delle classifiche mondiali onestamente mi turba e più vado avanti nella lettura della saga e più il problema non è rappresentato dal linguaggio che in qualche modo si affina, è nel concetto di base e nella trama.

Non dovremmo aiutare i giovani di oggi ad uscire da determinati stereotipi per una volta? Senza contare che anche l’ispiratore della storia, Harry Styles degli One Direction, che è una persona stupenda… ne esce davvero male.

 

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