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Ho il tuo numero, di Sophie Kinsella

 
Valentina Cervelli
14 luglio 2012
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sophie kinsella Ho il tuo numero, di Sophie KinsellaHo il tuo numero“, l’ultimo libro di Sophie Kinsella  è il più strano tra quelli che ho letto dell‘autrice. Perchè?  Si passa metà libro a chiedersi come mai ci si è fidati dell’esperienza pregressa con la stessa e la seconda metà a pregare che non finisca mai per quanto bella e coinvolgente appare la storia. Un controsenso? Forse. Ma arrivati esattamente al 50% dell’ebook, la noia si è trasformata in passione.

Il distacco è così netto da lasciare senza fiato. Il personaggio maschile di Sam, per una donna, è il massimo al quale si possa aspirare, nonostante all’inizio assomigli semplicemente ad un eclettico rompiscatole privo di sentimenti. Il fatto che poi Poppy sia una imbranata ragazza estremamente timorosa del giudizio dei suoceri e del mondo intero non aiuta parecchio, specialmente se chi legge è permeato anche da una sottilissima vena di femminismo. Anzi, ad essere sinceri il suo perdere l’anello, il suo imbroccare tutta una serie di figuracce, e la sua capacità di “rubare” all’inizio del libro il cellulare aziendale dell’assistente di Sam per avere un punto di “contatto” in caso di ritrovamento dell’anello… te la fa stare anche un po’ antipatica.

Man mano però ci si accorge che l’esasperazione dei personaggi voluta da Sophie Kinsella e non è un capriccio e che forse, tra tutti i suoi romanzi, questo è quello più “psicologico” di tutti. Poppy è un tale mix di “sfighe” e problemi, che non si può riconoscersi in lei in almeno un aspetto. Ciò nonostante, finchè non si arriva a metà libro, il ritmo è e rimane quello di un funerale. Lento, palloso ed anche capace di dare ai nervi. Di colpo, poi, tutto cambia. E si raggiunge quasi la perfezione ed il primo pensiero è “Diamine, a recensirlo nemmeno posso dire che non mi è piaciuto: lo adoro!!”. Ed è vero, alla fine adori i due personaggi principali, adori il loro strano conoscersi e trovarsi, nonostante tutte  le differenze e tutte le difficoltà. Bello al pari di “Ti ricordi di me?“.

Voto: 7,5

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