La vendetta del traduttore di Brice Matthieussent

di Barbara Commenta

La vendetta del traduttore, in uscita per Marsilio il 9 maggio, mi incuriosisce davvero. Quando leggo un romanzo non italiano mi chiedo sempre quale sarebbe la vera voce del libro, il suo ritmo naturale, i suoni evocati dalla lingua in cui è stato scritto. A volte, pur non avendo dimestichezza con alcune lingue, mi sembra di capire quando il traduttore ha fatto un cattivo oppure un buon lavoro, ma si tratta appunto di impressioni personali.

Tradurre, con mestiere e coscienza, è come partorire una seconda volta il romanzo o il saggio che si ha tra le mani. Cosa succede allora nella testa e nel cuore di un traduttore se l’opera che ha davanti è mediocre? Come deve comportarsi? Adeguarsi allo stile? Migliorarlo? Sopratutto: ha il diritto di indignarsi? Secondo Brice Matthieussent il traduttore ha persino il diritto di vendicarsi.

Il protagonista de La vendetta del traduttore, infatti, comincia a tradurre un romanzo, poi interviene pesantemente con le sue note, poi corregge il testo eliminando le parti superflue, infine si insinua nella narrazione con voce propria, rendendo se stesso un personaggio di quel libro. Solo che, come leggo nella scheda della Marsilio,

…i protagonisti di Translator’s Revenge, il romanzo americano tradotto in modo così poco ortodosso, s’insinuano inesorabilmente nel testo che leggiamo: Abel Prote, noto e irascibile scrittore francese sul viale del tramonto, autore di un romanzo intitolato (N.d.T), e David Grey, il giovane traduttore newyorkese che ama travestirsi da Zorro, il “vendicatore mascherato”, che lo sta traducendo in inglese.

Se siete incuriositi anche voi da questa storia, potrete assistere alla presentazione ufficiale del romanzo che si terrà al Salone del libro di Torino il 10 maggio alle 18:00. Interverranno: Elena Loewenthal, Franca Cavagnoli e Ilide Carmignani. Vi lascio con una citazione dalla recensione che a suo tempo scrisse la stessa Loewenthal, ora traduttrice del romanzo:

Perché il nostro è il mestiere più invasivo eppure discreto al mondo: entri dentro un libro e il suo autore, gli sfondi l’intimità (perché è impossibile spiegare quale intrusione chirurgica sia il guardare una frase, un personaggio, un verso, per portarlo in un’altra lingua). E poi però devi sparire, farti trasparente. Perché la traduzione più efficace è quella che non c’è, di cui non ci si accorge. Una buona traduzione è l’originale che quell’autore avrebbe scritto, se avesse scritto nella lingua in cui ce lo porti tu con il tuo mestiere. Quindi, il bello di questo mestiere è una complice clandestinità, con la lingua da cui parti e quella cui arrivi.

Autore: Brice Matthieussent
Titolo: La vendetta del traduttore
Traduzione di La vendetta del traduttore
Editore: Marsilio
Anno: 2012
Pagine: 368
ISBN 978-88-317-1179-1

Photo Credits | Shawncampbell su Flickr

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