Steve Jobs: a novembre esce “I, Steve”, raccolta di citazioni

di Valentina Cervelli Commenta

 Probabilmente Steve Jobs è la persona, dopo Gesù Cristo, sulla quale si siano scritti libri in assoluto. In questo anno saranno tati almeno quattro  o cinque quelli andati alle stampe e “I Steve” si candida ad essere forse il più venduto di questa serie di titoli. Dato che, è stato palese in questi giorni l’impatto nei media statunitensi, è già partita la corsa alla copia attraverso la prenotazione.

A stimolare questa corsa all’informazione ci stanno pensando, putroppo, anche le condizioni fisiche dell’uomo, gravemente debilitate, tanto da portarlo, dopo decenni, a lasciare il posto da Ceo della Apple. Pur essendo passate solo poche settimane dall’annuncio delle sue dimissioni come amministratore delegato dell’azienda di Cupertino, le case editrici hanno dimostrato di essere particolarmente interessate, data la caratura del personaggio, a pubblicare materiale sull’uomo.

Quest’ultima, “I, Steve: Steve Jobs in His own words”  in stampa presso le Edizioni Agate raccoglierà in 160 pagine le citazioni, i frammenti di interviste, le lezioni e gli scritti di Jobs dal 1976 (data di fondazione della Apple, fino ad ora. Il libro uscirà a novembre, sotto la cura dello scrittore George Beahm. L’importanza di una tale “uscita” viene data anche dal fatto che la biografia autorizzata dallo stesso titolo, composta da Walter Isaacson è stata anticipata a questo autunno ed ha dovuto cambiare nome, diventando semplicemente “Steve Jobs: una biografia”.

E’ innegabile, quando si parla di Steve Jobs, magnate della Apple si pensa al progresso  ed alle strategie di vendita. Sebbene il non sia stata in grado di superare Windows e la Microsoft in quanto a personal computer, l’azienda di Cupertino ha sviluppato la sua influenza in modo radicato nel mondo dei dispositivi multimediali, in particolare per ciò che riguarda la telefonia mobile.

E’ quindi normale, soprattutto per via delle sue condizioni di salute precarie, che l’attenzione sulla sua persona aumenti,  e che le case editrici rispondano all’appello dei lettori curiosi.

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