Riflettiamo sul libro: il frontespizio

di Valentina Cervelli 1

 Il frontespizio rappresenta il primo sguardo che un lettore lancia nel mondo del libro che ha intenzione di gustare. E’ la carta di identità della storia per far colpo su chiunque posi lo sguardo sopra una copertina e la trovi interessante.

Ma rispondente ad una domanda: quante volte il frontespizio da voi letto ha rappresentato realmente ciò che era scritto nel libro? Quante volte la promessa è stata effettivamente mantenuta? Per ciò che riguarda l’esperienza personale di chi vi scrive, davvero poche volte.

Eppure quel” mini riassunto” della storia dovrebbe essere concepito ne più e ne meno come una pubblicità del totale, uno specchio su un mondo fatato, che deve conquistarci e convincerci a comprare il libro. Ora, lungi le polemiche con qualsiasi casa editrice, ma sono innumerevoli le volte che il piccolo riassunto in allegato non trova riscontri poi all’interno del libro.

Il problema è che analizzando a fondo la questione è quasi impossibile decretare in quale caso sia peggiore che il frontespizio non riporti perfettamente la giusta trama. Va bene la voglia di stupire il lettore, passi anche la necessità di condensare talvolta anche 600 pagine in poche righe, ma non è assolutamente giusto nei confronti del lettore mistificare il contenuto di un libro. Perché se parliamo di narrativa ed lo scrittore “incriminato” è il preferito della persona che si appresta a leggere, il libro verrà comprato lo stesso, magari storcendo un poco il naso ma con la speranza che andando avanti con la lettura il libro sia differente.

Prendiamo però ad esempio un libro di saggistica qualsiasi, la cui per sona per comprarlo si basa esclusivamente su ciò che legge nel frontespizio. Un riassunto nel quale si promettono diverse cose che nel libro… non si trovano. Come pretendere poi che non arrivi una recensione negativa dello stesso?

Non costa nulla un minimo di impegno in più nel prepararli. Almeno per non portare il lettore  a credere che chi ha composto il frontespizio non abbia nemmeno letto il libro.

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