Mondadori e Kobo: lo sbarco italiano

di Valentina Cervelli Commenta

L’arrivo di Kobo in Italia, in esclusiva per Mondadori rappresenta un evento davvero importante. E non solo perché finalmente questo ereader sbarca anche nel nostro paese, ma perché si tratta di un accordo senza precedenti tra un’azienda produttrice di dispositivi per la lettura di ebook e una casa editrice. Non un sito, non un retailer online ma direttamente un editore che a quanto pare non teme il libro digitale.

Già oggi, giorno dello sbarco italiano, Kobo sarà venduto in almeno 350 dei negozi Mondadori sparsi per il territorio. Certo, il mercato del libro elettronico non è grande quanto quello statunitense ed inglese, dove rappresenta circa il 25% del totale, ma anche nel nostro paese  sta crescendo e prendendo ad esempio la Mondadori stessa, il numero di titoli ebook da lei venduti è passato dalle 200mila unità del 2011 al milione del 2012. Non è difficile fare calcoli: le vendite si sono triplicate, di pari passo con la fiducia del cliente nei confronti del libro digitale.  La scelta dell’editore italiano è strategica: offrendo l’ereader kobo ad un prezzo di 99 euro, con tre libri precaricati e la possibilità di archiviare qualcosa come 30mila libri, propone un’offerta allettante per chi, ad esempio, non vuole essere schiavo di Amazon e di Kindle.

Senza contare che da metà ottobre in poi il parco ereader della casa editrice verrà ampliato con i nuovi della famiglia Kobo: sia il Glo retrolluminato da 129 euro, che il Mini da 79 euro. A tutto questo si aggiunge un servizio di social networking. Lasciamo la parola all’amministratore delegato di Mondadori, Maurizio Costa

 Adesso partirà una massiccia campagna pubblicitaria: in un momento di crisi abbiamo comunque deciso di investire perché crediamo che, in futuro, ci sarà un mix tra editoria cartacea e digitale. Quanto ai conti, il digitale ovviamente abbassa il fatturato, ma i margini resteranno invariati. Inoltre, taglieremo una serie di costi come la distribuzione e il magazzino. Pensiamo, comunque, che sarà importante in futuro sviluppare una cooperazione tra gli editori sul fronte degli ebook per creare una piattaforma comune.

La suddivisone dei proventi? Modello Apple:  30% a Kobo ed il 70% a Mondadori.

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