Intervista a Fabio Polese e Federico Cenci, autori de “Le voci del Silenzio”

di Valentina Cervelli 1

Qualche tempo fa abbiamo recensito un libro molto particolare: Le voci del Silenzio di Fabio Polese e Federico Cenci. Un libro inchiesta sugli italiani detenuti all’estero, sempre dimenticati e quasi mai trattati dalla stampa tradizionale anche se in odore di palese innocenza. Un percorso che evidenza la giustizia ingiusta alla quale i nostri connazionali sono spesso sottoposti quando residenti o di passaggio al di fuori del confini nazionali. Oggi vi proponiamo un’intervista ai due autori.Federico Cenci e Fabio Polese hanno risposto esaustivamente alle domande che Libri e Bit ha pensato di porre loro in merito al libro ed a ciò che li ha spinti ad affrontare questo particolare argomento:

L&B: Come nasce il libro “Le voci del Silenzio”?

FP-FC:L’idea è nata dopo essere venuti a conoscenza dell’esistenza di molteplici casi di detenuti italiani all’estero troppo spesso dimenticati dalle istituzioni italiane. Consapevoli che molti connazionali non conoscono le condizioni in cui sono costretti a vivere i circa 3000 italiani attualmente imprigionati oltreconfine, abbiamo deciso di dare un megafono a chi fino ad ora non ha avuto modo di far conoscere la propria – triste – storia.

Nel saggio vengono trattati sei casi che, se pur rappresentando una percentuale minuscola, sono indicativi di un sottobosco foriero di ingiustizie e sofferenze colpevolmente dimenticate. È importante sottolineare che le vicende che vengono raccontate nel libro potrebbero accadere a ciascuno di noi ogni qualvolta ci si trovi, per vacanza o per lavoro, in qualche Paese straniero.  E’ anche per questo che abbiamo realizzato questo libro inchiesta, per diffondere consapevolezza circa i rischi con i quali ci si potrebbe imbattere all’estero. Crediamo che il supporto delle istituzioni italiane, dei media e, di conseguenza, dell’opinione pubblica sia fondamentale in tal senso.

L&B: Come nasce la scelta di affrontarlo con lo schema da voi utilizzato?

FP-FC: Abbiamo voluto offrire al lettore la parola diretta degli interessati, di chi ha vissuto, o ancora vive, rinchiuso tra le tristi mura di una prigione all’estero. Crediamo che questo sia stato il modo migliore per poter raccontare, senza censure, realtà che troppo spesso colpiscono i nostri connazionali e che il più delle volte, purtroppo, rimangono avvolte in un assordante silenzio.

L&B: Come è stato emotivamente approcciarsi al caso di innocenti / presunti innocenti? Cosa / quale caso vi ha colpito di più?

FP-FC: La scelta di trattare un argomento così importante e delicato era già indicativa del fatto che non sarebbe stato semplice affrontarlo. Questo però è stato solo un input che ci ha spinto a dare il massimo impegno e la massima serietà nel mettere su carta quello che per molti è vera storia quotidiana.

I casi che ci hanno colpito di più sono stati quelli di Carlo Parlanti e Mariano Pasqualin. Parlanti per fortuna è rientrato in Italia il 15 febbraio 2012 dopo aver scontato l’85% della pena scaturita nonostante l’assenza di prove e la mistificazione di molti referti medici. Mariano Pasqualin è deceduto in un carcere di Santo Domingo l’estate scorsa, nel quale era recluso da circa un mese e mezzo con l’accusa di spaccio di stupefacenti. Una morte investita da un cono d’ombra sul quale le Autorità italiane presenti nel Paese caraibico sembra che non abbiano voluto far luce.

L&B: Nuovi progetti?

FP-FC: Questo è stato solo il primo passo, cui è subito seguita la creazione del sito web www.levocidelsilenzio.com  con una pagina dedicata alle “segnalazioni”, che ha lo scopo di raccogliere tutte le informazioni, le storie e le notizie di situazioni come quelle raccontate nel libro, per dar modo di far conoscere quanti più casi possibili. Ebbene, l’eco del libro sembra si stia divulgando: abbiamo ricevuto già diverse segnalazioni, di alcune ci stiamo occupando e sul sito è possibile seguire gli aggiornamenti.

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