Fantascienza: gli pseudonimi maschili delle scrittrici più famose

di Barbara Commenta

http://www.youtube.com/watch?v=FDBiV2dSNLs

La Fantascienza, come il Fantasy, è roba da maschietti. O meglio lo è stata almeno fino alla fine degli anni settanta, periodo in cui molte autrici hanno messo da parte gli pseudonimi con cui pubblicavano e hanno cominciato a farsi conoscere apertamente, lasciando di stucco il mondo dei lettori.

Nel video sentirete parlare di una delle prime e più grandi scrittrici di fantasy, che non ha mai avuto bisogno di nascondersi ovvero Ursula Le Guin, autrice de La saga di Earthsea e vincitrice nel 1969, prima donna in assoluto, del premio Hugo con La mano sinistra delle tenebre.

Facciamo però un passo indietro. Cosa succedeva prima degli anni settanta? Poiché le “femminucce” erano state ritenute incapaci di produrre narrativa di scienze fiction di buona qualità, gli editori, non volendo correre il rischio di un calo delle vendite, preferivano proporle al grande pubblico con pseudonimi maschili.

Le scrittrici hanno spesso dovuto pubblicare sotto mentite spoglie sia negli Stati Uniti, dove si concentrava la produzione di narrativa Sf, sia in Italia. Come leggo in un articolo di Carmine Treanni, intitolato Il cromosoma X della fantascienza, pubblicato sul sito fantascienza.com, della casa editrice Delos, è scoppiato un piccolo caso quando sono stati rivelati i veri nomi degli autori di famose e amate opere di fantascienza.

Nel 1977, la rivista di fantascienza americana Locus pubblicò un breve trafiletto in cui si annunciava che dietro lo pseudonimo maschile di James Tiptree Jr. si nascondeva la psicologa americana Alice Bradley Sheldon. Per il mondo della science fiction fu un piccolo shock. Dietro a bellissimi racconti come La ragazza collegata e Houston, Houston, ci sentite si nascondeva una donna. […] Singolare, ad esempio, il caso di Catherine Lucille Moore che nel 1933 sul pulp magazine Weird Tales firmò il suo primo racconto con il nome di C.L. Moore e anche se solo dopo un anno fu rivelato che era una donna, per molto tempo rimase la convinzione — sia tra i lettori sia tra gli addetti ai lavori — che si trattasse di un uomo.[…] Anche in Italia, Roberta Rambelli, traduttrice, scrittrice e promotrice di molte iniziative editoriali […] scrisse negli anni Sessanta molti romanzi, pubblicati con i più disparati nomi (John Rainbell, Robert Rainbell, Joe C. Karpati, Hunk Hanover, Rocky Docson) […]

Oggi come vanno le cose per le scrittrici di Fantascienza e Fantasy? Molto meglio, per quanto sia ancora molto vivo lo stereotipo che vuole le donne poco interessate a leggere o scrivere di questo genere.

In Italia e all’estero Licia Troisi sta trascinando buona parte del pubblico femminile verso il fantasy. Nuove autrici di fantasy e urban fantasy stanno facendo breccia nei cuori delle ragazzine (anche se spesso i risultati, letterariamente parlando, non sono proprio brillanti).

Chissà che i tempi non siano maturi per incrementare le fila delle scrittrici italiane di fantascienza e fantasy. Lancio la palla a voi, lettori di Libri e Bit: mi lasciate nei commenti i nomi delle scrittrici che vi hanno appassionato di più?

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