Storia di una capinera rappresenta secondo me l’eccezione tra le novelle di Giovanni Verga. Delle numerose da me lette per motivi scolastici, ivi compresi i Malavoglia, è stata l’unica che, nonostante quello stile particolarmente pesante da me ritenuto e tipico dello scrittore, sono riuscita a finire ed ho riletto con interessante curiosità negli anni a seguire. Il tutto è forse dovuto alla sua forma epistolare, o alla coincidenza di aver visto l’omonimo film diretto da Franco Zeffirelli.
Recensioni
Recensioni letterarie di libri ed ebook di ogni genere.
Ritratto di donna in cremisi, una storia d’amore per un lungo inverno
Se vi piacciono i romanzi corposi e se vi piacciono i romanzi rosa, Ritratto di donna in cremisi vi terrà buona compagnia per diversi giorni (o settimane se avete tempi ridottissimi da dedicare alla lettura).
E’ della scrittrice scandinava Simona Ahrnstedt e racconta la storia di Beatrice, dai lunghi capelli rossi, dalla carnagione chiara e le molte lentiggini, costretta ad una vita di società che la vuole remissiva e silenziosa, quando in lei si agita una giovane donna di carattere.
Una donna capace di conquistare con un solo sguardo tutti gli uomini che vuole, ma che resterà affascinata solo da uno di loro, Seth. I suoi desideri, però, passano in secondo piano di fronte alle necessità di famiglia.
Essendo orfana, deve obbedire alla volontà degli zii che l’hanno cresciuta e che vogliono darla in moglie ad un gelido e, come scoprirà più avanti, violento e dissoluto conte. Suo unico conforto, la cugina Sofia, che però non ha nessun possibilità di aiutarla, essendo anche lei sottomessa alla volontà dei genitori.
Autobiografia per la famiglia

L’inverno è lungo e freddo, ma scrivere sotto la calda luce di una lampada, con una bella tisana bollente (o dieci decaffeinati a ritmi regolari) può aiutarci a farlo passare in fretta. Cosa scriviamo però? Un’autobiografia. Perché? Per regalarla alla nostra famiglia. Certo, se abbiamo vent’anni, magari è ancora un po’ presto e allora conviene lanciarsi nella biografia di un nonno o di una nonna.
Scrivere della propria vita, ad ogni modo, può avere un effetto terapeutico. Ci consentirà di mettere ordine nei nostri pensieri e nei nostri ricordi. Scrivendo ci torneranno in mente episodi del nostro passato che credevamo di aver dimenticato. Altri, che ci sembravano rilevanti, assumeranno magari tutt’altra dimensione in un quadro d’insieme.
L’incendiaria, di Stephen King
Chi ormai si è abituato a leggere le mie recensioni su Stephen King, forse avrà maturato la convinzione che in generale amo tutte le sue opere. Stupirà forse sapere che non è affatto così. L’equazione “Valentina adora il Re” non concepisce infatti l’entrata in questa serie di libri de”L’incendiaria” l’opera secondo me più brutta, insieme a “La bambina che amava Tom Gordon” mai concepita dallo scrittore americano.
L’autunno di Nazim Hikmet

Quando vado a caccia di testi e immagini per l’infanzia, sempre per lavoro, mi capita spesso di fare ricerche tematiche. Ad esempio, questo è il periodo dei lavoretti e delle filastrocche che parlano dell’autunno.
Così, mi sono detta, perché non fare la stessa cosa per noi lettori adulti? Ultimamente ho cercato di riprendere in mano alcuni testi poetici, di riscoprire il tempo e lo spazio dettati e immaginati dal verso poetico. Spesso mi sono lanciata in rete senza paracadute per lasciarmi sorprendere da risultati casuali.
Recensione di Ogni giorno, ogni ora di Nataša Dragnić
Ogni giorno, ogni ora è il primo romanzo di Nataša Dragnić, scrittrice croata adottata, già dagli studi universitari dalla Germania, dove vive e lavora come insegnante di lettere e filosofia. Ogni giorno, ogni ora è il auo primo romanzo ed è una storia di amore e di riscatto, un libro in cui si racconta la vita di Luka e Dora, i protagonisti dell’opera della scrittrice che verranno seguiti dalla voce narrante dal momento della loro nascita, fino al loro ultimo giorno.
I due protagonisti si incontrano il primo giorno di scuola scoprendo, fino dal primo sguardo, di essere destinati a passare insieme la loro vita.
Buick 8, di Stephen King
Buick 8 è uno di quei libri che io raccolgo sotto lo scaglione dei libri moderni di Stephen King,. Ma sarei ipocrita se non dicessi che mi ha lasciata perplessa la sua lettura. Essenzialmente si tratta di una storia ben scritta, emozionante al punto giusto, ma incompleta. Come se in qualche modo, mancasse qualche spiegazione necessaria alla completa digeribilità del libro.
Due storie d’amore di Laura Mancinelli
Non so voi, ma io ho sempre subito il fascino del ciclo dei Nibelunghi.Frequentavo la terza media (tanto, tanto tempo fa) quando uno dei nostri professori ci raccontò la storia di Sigfrido, che si bagnava nel sangue di drago che lo avrebbe reso vulnerabile. Come però accade a tutti i grandi eroi, qualcosa non andava per il verso giusto e una piccola foglia, caduta sulla sua spalla, impedendo al sangue di toccarlo, determinava la vulnerabilità di Sigfrido ed insieme il suo tanto eroico quanto triste il suo destino.
Devo ammettere che la mia passione per questa storia mi ha portato a dedicare diverse ore alla soluzione degli enigmi di un videogioco in tema, Ring, che aveva come colonna sonora, naturalmente, le composizioni di Wagner. Quando però ho cominciato a leggere Due storie d’amore di Laura Mancinelli non sapevo che mi sarei imbattuta nelle stesse storie.
Uno tira l’altro di Sarah-Kate Lynch
Non fatevi ingannare dal colore della copertina. Florence Darling sembra la classica eroina da chick lit per quarantenni, ma il romanzo, la storia stessa, portano in realtà i lettori a riflettere su quanto conti nella vita avere un punto di vista positivo e propositivo, su quanto i pregiudizi siano dannosi e inutili, su come spesso la paura domini le nostre scelte, magari quelle più importanti, logorandoci e facendoci sbagliare.
Florence ha una vita tranquilla: si è sposata giovanissima con il suo primo grande amore, Harry; ha aperto un negozio in società con un’amica, Charlotte; ha un figlio diciannovenne, Monty, che si trova in Australia per un anno sabbatico, e abita nella casa che le ha lasciato in eredità la sua amata nonna, Rose. Un bel giorno però, Puzzola O’Farrell (no, non vi dico chi è) rompe un prezioso specchio del suo negozio di antiquariato.
Le tredici, donne inquietanti per un libro mozzafiato
Non cominciate a leggere questo romanzo di pomeriggio, altrimenti sobbalzerete ad ogni rumore e passerete una notte inquieta. Avevo appena detto a mio marito: sai, è un romanzo carino, si parla di streghe, ma non in modo spaventoso, quando ho voltato pagina ed è cominciata la parte più inquietante della storia.
La storia, appunto: Paula e sua figlia Rowan tornano ad Haven Woods per aiutare la nonna, Audra, che sta molto male anche se nessuna delle sue amiche vuole sbilanciarsi sui sintomi e all’orizzonte non ci sono dottori o infermiere che possano spiegare cosa sta succedendo.
Rowan non ha mai conosciuto suo padre, morto adolescente, come scoprirà, proprio ad Haven Woods, ma sente che qualcosa non torna in quella cittadina. E che è meglio tenersi stretto il crocifisso di plastica che le hanno rifilato le suore della scuola in cui studia.