Il bordo vertiginoso delle cose di Gianrico Carofiglio, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Leggere “Il bordo vertiginoso delle cose” di Gianrico Carofiglio è stata una esperienza particolare e non solo perchè è stato possibile riuscire a finirlo in un solo weekend ma anche e soprattutto perchè è stato in grado di riportarmi alla memoria le emozioni che pochi libri della stessa tipologia sono stati in grado di farmi provare negli anni.

Non che voglia comparare “Il bordo vertiginoso delle cose” a “Due di Due” di Andrea De Carlo, ma il contesto, la capacità di racconto e la storia di quella persona che in qualche modo è in grado di riportarci indietro nel passato in pochi secondi sono in pratica due binari a tratti paralleli ed a tratti coincidenti. Almeno nella mente di chi vi sta scrivendo.  Lo stile è quello tipico dello scrittore, posato e  ben strutturato. Non è autore Carofiglio che punta a coglierti impreparato con linguaggio non adatto. Ti prepara. E questa è una peculiarità che deve essere sinceramente apprezzata. Ve lo consigliamo? Senza dubbio. E vogliamo condividere con voi la sinossi, cosa che non facciamo spesso.

Mentre sorseggia il cappuccino come ogni mattina, seduto in un bar nel centro di Firenze, Enrico Vallesi legge una notizia sul giornale: in un conflitto a fuoco con i carabinieri, è rimasto ucciso un rapinatore, da poco uscito di galera. Il nome della vittima riporta Enrico alla fine degli anni Settanta, al primo giorno di liceo, quando in una classe di quindicenni aveva fatto la sua comparsa Salvatore. più volte bocciato, turbolento, il compagno che gli aveva insegnato come difendersi dalla violenza della strada e superare a testa alta quel territorio straniero che è l’adolescenza. Ai ricordi di Enrico si alterna il racconto del suo ritorno nella città dalla quale era partito, quando non aveva ancora conosciuto gioie e delusioni del matrimonio e del suo mestiere di scrittore. Un ritorno a casa in cerca di risposte ai propri tormenti, per scoprire quello che tanti anni prima si era lasciato alle spalle, ma anche per capire cosa è diventata nel frattempo la sua vita.

Vale la pena di leggerlo: la sua posizione tra i libri più venduti della settimana non è un caso.

 

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