Un tè a Chaverton House di Alessia Gazzola, recensione

di Valentina Cervelli Commenta

Un tè a Chaverton House di Alessia Gazzola è un libro che mai avrei pensato di consigliare: non perché il genere non sia apprezzabile ma perché, giudicando il romanzo dalla copertina il primo istinto è quello di pensare che si tratti di qualcosa di scontato, sbagliando. Non sempre una lettura leggera deve essere considerata più vanesia di quello che è.

Un romanzo nato di getto

La caratteristica più divertente di questo libro è il modo in cui questo romanzo è stato scritto, di getto durante il lockdown del 2020, con tanto di amiche pronte a leggere i vari capitoli. Citando testualmente la premessa al libro della scrittrice:

Cara lettrice, caro lettore, la storia che stai per leggere è stata scritta in trenta giorni durante il lockdown. A fine giornata inviavo il capitolo a mia madre e a un gruppo di sette amiche.

Già in questo modo il lettore viene incuriosito: come potrà mai essere un’opera scritta in così breve tempo?  La storia dal canto suo possiede tutti gli elementi per attirare l’attenzione degli appassionati del chick-lit, residenza inglese compresa che non fa mai male a prescindere da quella che è la trama. Va sottolineato: ricordarsi dell’ambientazione e di quello che è stato fornito a inizio libro aiuta tantissimo proseguire la lettura. E non perché, va ripetuto, la trama sia scontata.

Inizio brillante ma finale spento

Alice Gazzola infatti inizia benissimo Un té a Chaverton House, ma conclude in un modo non eccessivamente brillante.  Ed è un vero peccato perché l’inizio del romanzo e come vengono trattati i personaggi promette davvero bene. E un po’ come per il finale di Harry Potter e i doni della morte di J.K. Rowling non si può creare un buon hype per poi gettare un po’ il resto alla carlona, tanto per fare.

Ora, la storia è carina, ambientata in Inghilterra ed è un romanzo rosa: le 180 pagine si leggono bene e la prima metà davvero risulta coinvolgente. Poi però scatta l’errore: si entra in gioco in una corsa al finale che snatura il tutto e che fa passare quasi la voglia.  Lo stile dell’autrice, se si ama un particolare tipo di narrazione soprattutto, risulta comunque abbastanza piacevole.

Un tè a Chaverton House è una lettura consigliata se si ha del tempo da passare e non si ha intenzione di optare per letture impegnative. E’ un dato di fatto che inizi bene e finisca non perfettamente in linea con la sua partenza: sono però cose che possono capitare e che non rovinano l’intero romanzo.

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