Si celebra oggi la Giornata Mondiale della Poesia 2013

di Giada Aramu Commenta

Si celebra oggi la Giornata Mondiale della Poesia, un appuntamento annuale rinnovato dall’Unesco che coinvolge tutti i lettori e tutti coloro che, per mestiere o per diletto, scrivono e leggono poesie e componimenti poetici.

In occasione della Giornata Mondiale della Poesia, l’Unesco ricorda al mondo intero l’importanza della scrittura e della lettura di questa forma d’arte letteraria; uno strumento e un mezzo per ritrovare la pace interiore e risolvere i conflitti emotivi che il quotidiano ci presenta.

A spiegare il fenomeno anche Giovanni Porta, psicoterapeuta di orientamento gestaltico, esperto di poesia e teatro nella bella capitale italiana, che così comunica alla stampa:

Il pensiero laterale risiede nell’emisfero destro del cervello, area deputata alle attivita’ intuitive non verbali, artistiche. Comporre poesie rientra nei processi di pensiero laterale e comincia a fare parte degli strumenti della psicoterapia della Gestalt perché fa parlare due parti diverse di sé, facendo emergere i conflitti nel vissuto di una persona per trovare soluzioni nuove. La poesia ci fa vedere le cose sotto un aspetto diverso, piu’ profondo, anche lontano da quello che noi pensiamo. La poesia fa cambiare prospettiva e quindi aiuta a sbloccarsi. La poesia lascia la mente libera di produrre associazioni di parole senza metterle troppi vincoli di giudizio o senso comune. Nelle parole ci sono tantissime risorse da sfruttare durante la psicoterapia.

Come celebrare dunque l’importanza della poesia nel quotidiano e, in particolare, nelle giornata di oggi? Per darvi uno spunto, abbiamo deciso di citare qui la prima strofa della poesia di Pablo Neruda, titolata appunto La poesia:

E fu a quell’età… Venne la poesia
a cercarmi. Non so, non so da dove
uscì, da quale inverno o fiume.
Non so come né quando,
no, non erano voci, non erano
parole, né silenzio,
ma da una strada mi chiamava,
dai rami della notte,
all’improvviso tra gli altri,
tra fuochi violenti
o mentre rincasavo solo,
era lì senza volto
e mi toccava […].

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