Recensione de “La sedicesima luna”, di Kami Garcia e Margaret Stohl

di Valentina Cervelli Commenta

Con “La sedicesima luna” di Kami Garcia e Margaret Stohl, posso senza ombra di dubbio dire di essermi imbattuta in un’altra saga che vale la pena di essere letta. Chi l’avrebbe mai immaginato che un libro scritto a quattro mani potesse essere così interessante, ben strutturato ed omogeneo?

Parliamo in questo caso del primo volume della “The Caster Chronicles” che potrà pure in un primo momento far pensare alla solita serie gotica senza arte né parte, ma che nella realtà è un vero e proprio gioiellino in stile e storia. Personalmente amo gli elementi esoterici e quando gli stessi vengono inseriti in un libro. E poi diciamocela tutta: come si fa a resistere alla millenaria lotta tra bene e male? Mettiamoci un po’ di reincarnazione, tanto amore ed un punto di vista umano su tutto questo, condotto una volta tanto da un essere di sesso maschile ed ecco che hai la ricetta per un romanzo ( o più) decisamente vincente.  Lo stile di narrazione, va detto, è incredibilmente semplice e per questo facile e mai stancante da leggere.

Kami Garcia e Margaret Stohl sanno quali soggetti “spremere” ne “La sedicesima luna” e lo fanno con particolare maestria, deve essere loro riconosciuto questo merito. Non è facile in un periodo nel quale i vampiri vanno per la maggiore, riportare in auge la magia ed il mondo dei maghi con tale maestria. Ma soprattutto non mi aspettavo mi lasciassero con la voglia di continuare a leggere la saga. Mi rendo conto di essere abbastanza “umorale” nei gusti in questo momento e dopo aver letto “Struck By Lightning”  di Chris Colfer pensavo di non riuscire a rientrare in un mondo fantastico come quello delle “The caster Chronicles“. Lo ripeto, contenta di essermi sbagliata e di potervi indicare un tale piccolo capolavoro da leggere. Scorre molto facilmente la lettura, ve lo raccomando fortemente.

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