Recensione de “Il libro delle parole altrimenti smarrite”

di Giada Aramu Commenta

 Il libro delle parole altrimenti smarrite è un volume curioso scritto da Sabrina D’Alessandro, un testo che si presenta  agli occhi dei lettori come un insieme di immagini stravaganti e parole dal significato oscuro e che vengono presentate una per volta agli occhi dei lettori che, forse con qualche sforzo, inizieranno a leggere e conoscere termini dimenticati dai parlanti dell’italiano standard, cioé da noi. Il libro delle parole altrimenti smarrite dedica ogni pagina a una parola che gode di un’origine molto antica, termini che venivano utilizzati dagli italiani di una volta, da poeti e scrittori della nostra letteratura e che suonano invece nuovi ai lettori di oggi che, quasi a fatica, ne tentano di riprodurre la fonetica segnando significati e modi d’uso per sbizzarrire amici e parenti durante una comune conversazione. 
Tutte le parole che trovate nel volume sono termini di origine molto antica ormai caduti in disuso e che la scrittrice si preoccupa di recuperare e inserire in questo libro, quasi come spinta dalla necessità e dalla speranza che questi termini tornino ad essere utilizzati.

In effetti chi non vorrebbe snocciolare, durante una conversazione, termini dal sapore antico e dalla storia assolutamente incredibile? Chi non ha mai sognato di dire finalmente a quella zia di scarse vedute che le sue idee, totalmente demodé, la rendono una vera e propria “baciapile”? E che dire poi dei vostri colleghi di lavoro, così “leccaprincipi” e sempre in vena di scherzare e importunare le donne dell’ufficio?  

Il libro delle parole altrimenti smarrite mostra un fascino d’altri tempi insegnandovi che un pasto può essere delizioso e “scilinguo” (appetitoso) e che ciò che mangiate fuori pasto può chiamarsi spuntino o anche “sciacquadenti”. E ancora, cosa dire della crisi di oggi che, a causa di contrattini e noccioline, rende tutti i giovani un po’ “mesaioli” (precari)? Beh, meglio non pensarci… Anzi, andrete fuori città durante il ponte del 2 giugno? Se sì, buon “risquitto” (vacanza)!

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